Caso carne equina, sono veramente efficaci le leggi europee?

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Come documenta il Ministero della Salute, lo scorso 15 febbraio si è conclusa la riunione straordinaria del Comitato permanente per la catena alimentare  e la salute animale (Standing Commitiee on the food chain animal health, SCoFCAH) che ha votatola Raccomandazionedella Commissione europea per l’adozione  di un piano straordinario di controllo  sulla presenza di carne equina non dichiarata in etichetta negli alimenti a base di carne. La proposta è scaturita dall’individuazione di percentuali significative di carni equine in una pasta farcita surgelata commercializzata nel Regno Unito ed etichettata come a base di carne bovina, configurando quindi una frode commerciale. Nella proposta di Raccomandazione, oltre alle ricerche per l’individuazione di DNA equino, è stabilito anche un numero di controlli per la ricerca di residui di fenilbutazone nelle carni equine, un farmaco antinfiammatorio autorizzato esclusivamente per cavalli “non da produzione alimentare” come i cavalli sportivi. La presenza nelle carni di animali macellati per il consumo umano è indice di un trattamento illecito. All’Italia è stato richiesto di effettuare circa 200 controlli per la ricerca di DNA equino e circa 500 controlli per la ricerca di residui di fenilbutazone. Il Ministero della Salute, dal canto suo, “è intenzionato a pianificare un numero di analisi più elevato rispetto alla Raccomandazione europea, come avviene già d’abitudine in tema di sicurezza alimentare”. All’attività di controllo, che sul territorio nazionale era già cominciata automaticamente  lo scorso 11 febbraio, lavorano i Carabinieri del NAS e le Aziende sanitarie locali per quanto riguarda la carne equina di produzione italiana  e quella oggetto di scambio tra Paesi UE, mentre la vigilanza sulla carne di importazione extracomunitaria è demandata ai posti di ispezione frontaliera (PIF).La Raccomandazioneimpone per il piano straordinario la durata di un mese, prorogabile in caso di necessità; inoltrela Commissioneeuropea garantisce un contributo finanziario pari al 75% delle spese sostenute dagli Stati membri. La delegazione italiana, pur condividendo la necessità di un’intensificazione dei controlli ha inoltre dichiarato riduttiva la proposta presentata dalla Commissione in quanto non accompagnata da altre misure dissuasive e preventive nei confronti delle frodi, come per esempio il potenziamento dei controlli in tutti gli Stati membri. Il Ministero della Salute rileva inoltre che “manca un provvedimento inteso a migliorare il sistema di etichettatura delle carni che indichi per gli equini e altre specie da macello il Paese di allevamento, di macellazione e di sezionamento delle carni, in linea con quello già in uso per i bovini. L’Italia infatti ha sempre sostenuto in tutte le sedi europee la necessità di fornire maggiori informazioni ai consumatori attraverso un sistema di tracciabilità  ed etichettatura sull’origine dei prodotti alimentari. Inoltrela Propostadella Commissione affida un altissimo numero di controlli all’Italia, non commisurati alle produzioni nazionali, ma sulla base del numero degli equini vivi e di carni equine introdotti da altri Paesi nell’Unione. Questa impostazione è contraria ai principi della legislazione europea: infatti le garanzie sanitarie devono essere a carico dei Paesi speditori delle merci e non ricadere sul Paese di destinazione”. La nota ministeriale prosegue ricordando: “è stato chiesto che, per la durata del programma di controllo, tutti gli animali vivi da macello commercializzati in ambito UE venissero accompagnati dall’attestazione veterinaria, che opportuni controlli erano stati condotti per escludere la presenza di fenilbutazone e di altre sostanze non ammesse”.La Commissioneeuropea ha inoltre chiesto all’EFSA (Agenzia per la sicurezza alimentare) e all’EMA (Agenzia europea per i medicinali) di eseguire una valutazione congiunta dei rischi per la salute umana derivanti dalla presenza di residui di fenilbutazone (Fans non steroideo) nella carne di cavallo. Le Agenzie forniranno alla Commissione un parere entro il15 aprile sulla base dei dati e dei risultati delle analisi in corso in tutti gli Stati dell’Unione.

Casi positivi in Italia

In base alla Raccomandazione UE, il Ministero della Salute ha predisposto, nell’ambito del suo piano di monitoraggio, il prelievo di 200 campioni di alimenti commercializzati e/o etichettati come contenenti carne bovina ma che, per loro natura, si prestano a essere oggetto di frode alimentare per aggiunta o sostituzione di carne equina non dichiarata. Il prelievo di prodotti, preferibilmente confezionati, riportanti in etichetta la dizione “carne bovina”, viene eseguito presso la grande e media distribuzione. I prodotti oggetto di prelievo sono carne macinata, hamburger refrigerati o congelati, sughi con carne macinata tipo ragù, carne in scatola, tortellini e ravioli con carne, cannelloni e lasagne. Per tutto il mese di febbraio e di marzo sono proseguiti i controlli effettuati dai Carabinieri del Nas che hanno portato al sequestro sanitario cautelativo di una serie di prodotti di marchi noti (Nestlé, Star, Ikea, etc) e meno noti ma, come afferma il Ministero della Salute (13 marzo 2013), “nei 109 campioni finora analizzati nell’ambito del piano di monitoraggio, non è stata rilevata alcuna traccia di fenilbutazone”. Dal canto suo, il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha ribadito che “non ci sono pericoli per la salute dei cittadini.. Le carni e gli allevamenti sono monitorati tutti i giorni dai tecnici del Ministero, delle Regioni e delle ASL e dai Carabinieri del NAS”. Il Ministro Balduzzi ha annunciato anche la firma di una ordinanza relativa a misure di polizia veterinaria in materia di anagrafe sanitaria degli equidi. Una misura resa necessaria anche perché, a causa della crisi del settore ippico, si sta verificando una diminuzione, e in alcuni casi la cessazione, dell’attività di numerosi impianti sportivi con la conseguenza che i cavalli impiegati potrebbero essere introdotti illecitamente nella catena alimentare umana. L’Anagrafe sanitaria degli equidi è importante  per tracciare la storia sanitaria dell’animale, evitando in questo modo il rischio concreto di clandestinità che sottrae gli animali ai controlli sanitari, oltre a esporli a maltrattamenti.

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