Alimento equivalente

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Ma il nostro Paese potrà mai essere normale? Dove in un anno non si licenzia oltre un milione di persone e dove la pressione fiscale non arriva al 52% del PIL? Dove non ci sono conflitti tra i Poteri dello Stato e non si è obbligati a scegliere tra il lavoro e la salute? Dove le persone non arrivano al suicidio per difendere la loro dignità, mentre chi ha la responsabilità del Paese la considera un optional?  Insomma, un Paese dove la riscossione dei crediti maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione sia un fatto normale e non eccezionale da richiedere il ricorso a leggi e decreti speciali. Viene spontaneo chiedersi il perché a questi interrogativi l’Europa non esiga risposte certe e non ci assegni “i compiti a casa”; e il dubbio forte è che, forse, all’Europa andiamo bene così. E allora dobbiamo essere noi a cercare la normalità e, con uno scatto di orgoglio, ritrovare la dignità di Nazione partendo dalla nostra storia e dalla nostra cultura. Purtroppo non è, e non sarà, facile perché l’inerzia accumulata rallenta notevolmente non solo la possibilità di crescita, ma persino la volontà di emanciparsi da una situazione ormai insostenibile. Non solo per i dati macroeconomici tutti negativi, ma perché la disperazione di milioni di persone è, ormai, dietro l’angolo e non sarà di breve periodo. Dati recenti fotografano una situazione che definire critica è eufemistico, con una perdita di capacità di spesa degli italiani pari al 4,8% nel 2012, con un trend in aumento se si considera che nel quarto trimestre dello stesso anno il calo è stato del 5,4%. Questa perdita di capacità di acquisto investe tutti i settore, sia pure in misura diseguale, compreso quello alimentare, nel quale è necessario monitorare con attenzione anche la qualità della spesa. Dunque, la soluzione cui tendere non può essere tattica, ma deve essere assolutamente strategica. Non può, insomma, basarsi solo sulle promozioni che spesso coinvolgono alcune tipologie di prodotti, ma ne escludono molto altre, determinando inevitabilmente nei consumatori, che sempre più ricorrono al cibo in offerta, uno sbilanciamento nutrizionale, specie nelle fasce più vulnerabili dell’infanzia e dell’adolescenza, ma anche di chi soffre di particolari disturbi e delle persone anziane. Occorre lavorare per sviluppare nuove strategie che possano garantire un’alimentazione il più possibile variegata ed equilibrata per tutti i consumatori e, contemporaneamente, che possano rallentare, se non proprio invertire, l’andamento negativo dei consumi, creando una sorta di circolo virtuoso. Se è vero che oggi il settore alimentare riesce a sopperire al calo interno dei consumi con l’esportazione, è altrettanto vero che senza una crescita interna il futuro potrebbe riservare a molte aziende spiacevoli sorprese. Un modello strategico, di non facile e immediata applicazione al comparto alimentare, potrebbe essere quello dell’alimento equivalente. Una sorta di mutuazione del farmaco generico, che esplica la stessa funzione (stesso principio attivo) di quelli di marca, ma a un costo decisamente inferiore. Alimenti generici, regolamentati e standardizzati nella composizione nutrizionale, prodotti da aziende in modo volontario, ciascuna per il proprio settore merceologico, e messi in commercio a prezzi decisamente concorrenziali con i corrispondenti prodotti di marca. Lo so, l’idea può sembrare, o forse è, bizzarra, ma sarebbe già sufficiente rifletterci, con la consapevolezza che senza una strategia di almeno medio periodo, anche per il comparto alimentare, “l’evento collasso” presenta un rischio molto elevato. Pertanto, è benvenuta ogni idea in grado di intervenire in almeno uno dei due fattori che lo compongono: o riducendo la probabilità che l’evento si verifichi (ciò che richiederebbe un cambio di passo della politica) o minimizzando le conseguenze che si determinerebbero al manifestarsi dell’evento stesso. E per ridurre queste ultime, come soleva ricordare Don Mazzolari, dobbiamo impegnarci “unicamente noi,… senza pretendere che gli altri si impegnino”.

Dante Marco De Faveri

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