Derivati del pomodoro: metodi per la determinazione dell’origine geografica

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Negli ultimi anni l’interesse da parte dei consumatori riguardo la caratterizzazione geografica e l’autenticità dei prodotti è in continuo aumento. In questo contesto, in uno studio recente, effettuato da un gruppo di ricercatori italiani (Lo Feudo et al., 2011), è stata valutata la possibilità di utilizzare il profilo dei composti volatili come indicatore dell’origine di differenti campioni di pomodoro e dei tripli concentrati da essi derivati. In particolare, tali campioni, appartenenti alla cultivar Perfectpeel, sono stati raccolti nell’agosto 2007 in quattro differenti regioni italiane (Calabria, Basilicata, Puglia ed Emilia Romagna), mentre i composti volatili sono stati analizzati utilizzando una tecnica SPME-GC-MS (i.e., microestrazione in fase solida abbinata alla gascromatografia/spettrometria di massa). La classificazione dei prodotti è stata, quindi, effettuata sottoponendo i dati a due tecniche chemiometriche multivariate: l’analisi discriminante lineare (LDA) e la morbida modellazione indipendente per analogia di classe (SIMCA). Per quanto riguarda il prodotto fresco, entrambe le metodologie impiegate forniscono risultati confrontabili tra di loro e con capacità predittive decisamente elevate: 96% nel caso della LDA e 94% nel caso della SIMCA. Nel caso dei concentrati, invece, i risultati migliori sono stati ottenuti utilizzando la metodologia LDA: questo modello si è dimostrato in grado di classificare in modo corretto tutti i campioni analizzati. Tuttavia, lo studio evidenzia che anche la performance della metodologia SIMCA è soddisfacente dal momento che la sua capacità predittiva è pari al 97%. Infine, è stato osservato che i composti con maggiore potere discriminante sono il 3-metilbutanale, il 2-isobutiltiazolo e l’esanale. Concludendo gli autori evidenziano che la tecnica SPME-GC-MS proposta non è solo efficace, ma è anche rapida e di facile implementazione.

Riferimenti bibliografici

G. Lo Feudo et al., Food Research International, 44, 2011, 781-788

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