Il tecnologo alimentare cambia pelle

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Il tecnologo alimentare svolge una professione appagante, dove ragionamento, competenze tecniche e creatività sviluppano progetti concreti. Diminuite le opportunità nella grande industria, oggi è una figura professionale insostituibile nella produzione alimentare “intelligente” frutto di tecnologie integrate che stanno cambiando la preparazione dei pasti.

I serpenti cambiano pelle perché, quando crescono, lo strato superficiale della loro epidermide, non essendo elastico, diventa troppo stretto. Alla professione del tecnologo alimentare sta accadendo qualcosa di simile; diminuite le prospettive occupazionali presso le grandi aziende, che hanno delocalizzato le produzioni, nascono nuove opportunità nella cosiddetta “produzione alimentare intelligente”, ossia nella produzione di alimenti con le caratteristiche giuste per crescere. Al nuovo tecnologo si chiede di essere curioso e capace di sperimentare il nuovo, deve inoltre avere la volontà di mettersi in gioco per modificare un processo e rendere il prodotto più sicuro e nutrizionalmente equilibrato.

Massimo Artorige Giubilesi, Presidente di Giubilesi & Associati srl, Vice Presidente FCSI Italia (Foodservice Consultants Society International).

Ne abbiamo parlato con il Dott. Massimo Artorige Giubilesi, Presidente di Giubilesi & Associati srl, Vice Presidente FCSI Italia (Foodservice Consultants Society International), già Consigliere dell’Ordine Nazionale dei tecnologi alimentari e neo Vice Presidente dell’Ordine di Lombardia e Liguria.

Tante occasioni da cogliere
Perché ha scelto la laurea di Scienze delle preparazioni alimentari?
Ho seguito l’istinto, la mia famiglia operava in questo ambito ma non ho avuto pressioni parentali. Terminato il liceo scientifico, mi sono informato ed ho scelto consapevolmente una laurea all’avanguardia e dal nome intrigante “Scienze delle preparazioni alimentari”. A 28 anni dalla laurea, ritengo sia tuttora tra i migliori corsi proposti dall’Università italiana, in grado di fornire una solida impostazione tecnico – scientifica e gli strumenti per affrontare con padronanza la multidisciplinarietà che contraddistingue il settore. Ad un “tavolo” dove si parli di tecnologie, progettazione, qualità, produzione, ricerca, sicurezza, microbiologia anche un giovane tecnologo può sedersi e fare bella figura.

E’ stato facile entrare nel mondo del lavoro?
Mi sono laureato nel luglio del 1985 e tra varie proposte ho scelto Agape SpA, azienda del gruppo Cremonini, leader nella ristorazione collettiva e poi nel catering ferroviario con il marchio Chef Express. I miei due primi incarichi sono stati la realizzazione di procedure igienico-sanitarie per la corretta preparazione, conservazione e veicolazione di pasti in legame caldo e refrigerato e l’impostazione del primo programma di formazione aziendale rivolto a ispettori, direttori e personale operativo. Poi mi sono dedicato con i colleghi dell’area operativa, acquisti e sistemi informativi alla realizzazione del sistema gestionale integrato approvvigionamenti, magazzino, produzione, inventari di oltre 150 unità produttive sul territorio nazionale. Nel 1988 ho assunto l’incarico di Responsabile assicurazione qualità, sicurezza, ricerca & sviluppo per i segmenti aziendale, sanitario e scolastico. Molto del mio tempo era dedicato alle relazioni con le altre aziende del Gruppo, l’Autorità competente, i Ministeri, le Università, gli Istituti di Ricerca. Nel 1990 il mio mandato è stato esteso al brand “Chef Express” specializzato nel segmento ferroviario, con supporto logistico terrestre e aereo. Con il mio team ho contribuito allo sviluppo della prima produzione industrializzata di piatti pronti e snack freschi, sottovuoto ed in atmosfera protettiva, senza conservanti distribuiti rispettando la catena del freddo.

Come è proseguita la sua carriera?
Nel 1994 ho lasciato il Gruppo Cremonini, per diventare Senior Partner in Pedus Partecipazioni, Holding del Gruppo Dussmann Italia, in cui ho coperto il ruolo di Direttore qualità, sicurezza, ricerca e sviluppo, relazioni esterne, comunicazione scientifica; ero inoltre membro del Quality International Board. Ho impostato ed implementato il sistema di autocontrollo igienico, il piano di formazione, il programma di eventi scientifici e la Certificazione ISO 9001 per tutte le società italiane del Gruppo.

Uno dei progetti da lei realizzati per Pedus, fa tuttora scuola tra gli addetti ai lavori, vuole parlarcene?
Con il mio staff ho impostato e perfezionato un modello per la progettazione tecnica di gare di appalto pubbliche e private nazionali, con alcuni progetti anche per gare internazionali. Abbiamo creato e divulgato una metodologia, uno stile manageriale e di comunicazione che molti nostri concorrenti hanno ritenuto valido ed adottato per implementare la visibilità ed il posizionamento commerciale.

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