BPA, prima fonte gli alimenti. Un ruolo anche per la carta termica

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La dieta costituisce la principale fonte di esposizione al bisfenolo A (BPA). Si tratta di un dato provvisorio, che necessita di ulteriori conferme, e che Efsa dovrà completare con la valutazione dei potenziali rischi di questo composto chimico per la salute umana. L’esposizione media tramite la dieta è stata stimata pari a circa 375 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno (ng/kg di peso corporeo/giorno) nei neonati e nei bambini piccoli (tra i sei mesi e i tre anni), e pari a 132 ng/kg di peso corporeo/giorno nella popolazione adulta. Queste stime corrispondono a una percentuale inferiore all’1 % dell’attuale dose giornaliera tollerabile (DGT) per il BPA (0,05 milligrammi/kg di peso corporeo/giorno) stabilita dall’Efsa nel 2006. I soggetti più esposti sono i bambini tra i 3 e i 10 anni di età per il loro maggior consumo alimentare rispetto al peso corporeo. Gli alimenti in scatola, insieme alla carne e ai prodotti a base di carne non in scatola, sono stati individuati quali principali responsabili dell’esposizione al BPA con la dieta. Dopo la dieta, la carta termica rappresenta la seconda fonte principale di esposizione al BPA, costituendo in alcuni casi fino al 15% dell’esposizione.

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