Indagine sulla presenza di Campylobacter spp. nelle carni destinate alla ristorazione collettiva

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Fotolia_23142219_XL (1)Le carni avicole rivestono un particolare ruolo nella trasmissione di agenti patogeni tra cui Campylobacter spp., microrganismo responsabile di una patologia denominata campilobatteriosi. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare stima che la carne di pollo può essere responsabile del 20-30% dei casi di infezione con un costo in termini di perdita di produttività nell’UE di circa 2,4 miliardi di euro all’anno. A supporto di ciò, dal 2006 al 2012 è stata condotta un’indagine presso mense scolastiche, ospedaliere e militari delle province di Ancona e Pesaro, durante la quale sono stati analizzati 188 campioni comprendenti carni avicole, suine e bovine ed elaborati; i risultati ottenuti hanno confermato la criticità delle carni avicole così come già evidenziato da ricerche effettuate in altri Paesi dell’Unione Europea. I più rilevanti fattori di rischio riscontrati da questa indagine, consistono nell’errata manipolazione degli alimenti e scarso rispetto dei tempi di cottura.

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