Un’alternativa antica sana e naturale al grano

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“Triticum spelta 3” di böhringer friedrich – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 2.5 tramite Wikimedia Commons

Il farro è il cereale che viene coltivato dall’uomo da più tempo. Le testimonianze che sono arrivate fino ai nostri giorni rivelano che già nel neolitico veniva usato come nutrimento. Nel corso dei secoli però è stato sostituito a poco a poco dal grano (tenero e duro). Il motivo, come spesso accade, era prettamente economico: il grano ha una lavorazione più semplice (e conseguentemente costi di produzione minori) e una maggiore resa. In questi ultimi anni però il farro sta tornando prepotentemente alla ribalta, da quando l’agricoltura biologica ha cominciato a fare capolino nella cultura soprattutto in occidente. Nonostante il costo maggiore sta ricominciando ad avere successo, anche per i suoi maggiori apporti nutrizionali. Infatti, rispetto agli altri tipi di frumenti ha un maggiore contenuto di proteine, è uno dei meno calorici ed è anche un cereale pieno di vitamine e sali minerali, con un contenuto molto basso di grassi. Inoltre ha una buona quantità di vitamine B2 e B3. Grazie a queste caratteristiche, il farro è un alimento molto utile per tutti coloro che soffrono di stitichezza, grazie alle sue proprietà lassative: il suo contenuto di fibre infatti aiuta a regolarizzare l’intestino. I suoi elementi nutritivi inoltre aiutano a proteggere tutto l’apparato digerente, in particolare dalle gastriti. Ma non solo: il farro contribuisce a ridurre il rischio di diabete di tipo 2 e a prevenire l’insulino-resistenza, le ischemie e l’obesità.

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