Linee guida per il contenimento della nutria in Emilia Romagna

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"Nutria Ifroz". Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikipedia
“Nutria Ifroz”. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikipedia

La Delibera N.536/2015 della Regione Emilia Romagna modifica le indicazioni intese al contenimento della diffusione della nutria nella regione. La nutria (Myocastor coypus) è un roditore di media taglia, vive negli ambienti acquatici. Originario del Sud America, è stato importato in Italia nel 1929 per l’allevamento come animali da pelliccia. La specie si è poi naturalizzata nel nostro Paese grazie al clima favorevole ed alla buona disponibilità di cibo. Il suo tasso riproduttivo annuo è altissimo (13,96 cuccioli per femmina), con picchi stagionali tra maggio e novembre. La mortalità naturale si deve solo al freddo invernale. Lo scavo di gallerie da parte delle nutrie provoca erosione degli argini di fiumi e canali con conseguenti rischi per cose e persone, inoltre essendo un roditore erbivoro danneggia coltivazioni e raccolti. L’IUCN (International Union for Conservation of Nature) l’ha inserita tra le 100 specie esotiche a maggiore minaccia per la biodiversità. Non potendosi eradicare è indispensabile optare per un controllo numerico. La Legge 11 agosto 2014, n. 116 ha escluso le nutrie dalla fauna selvatica causando il decadimento della Legge 157/92 (non sono più risarcibili i danni causati dalla nutria alle produzioni agricole) e del Decreto Regionale n.760/1995 che indicava le modalità di cattura e soppressione degli animali oggetto di controllo numerico e in base ai quali le Province hanno gestito l’abbattimento di circa 60 mila animali all’anno. I piani di controllo erano attuati dalle Guardie venatorie dipendenti dalle Province, che potevano avvalersi dell’aiuto di operatori abilitati dalle Province stesse, dei proprietari o conduttori dei fondi interessati, delle guardie forestali e comunali munite di licenza di caccia. La nutria è stata dichiarata animale infestate e l’obbligo di attuare piani di controllo è passato ai Comuni che possono agire in forma singola o consortile ed in collaborazione con l’Ente deputato alla gestione faunistica, gli Enti gestori delle acque ed altri soggetti interessati anche tramite la sottoscrizione di apposite convenzioni. La Giunta Regionale dell’Emilia Romagna ha quindi approvato e pubblicato le nuove “Linee guida per il contenimento della nutria”.

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