La modificazione genetica influisce sugli alimenti?

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shutterstock_49492744La manipolazione genetica può provocare cambiamenti involontari nella qualità e la composizione del cibo? Un nuovo studio pubblicato su “The plant genome” svela un approccio potenzialmente più efficace per trovare una risposta a questo quesito. Nella ricerca condotta da Owen Hoekenga della Cornell University, gli scienziati hanno usato un solvente a base di acqua e alcool per estrarre circa 1.000 sostanze biochimiche, o “metaboliti”, dal frutto di pomodori che erano stati geneticamente manipolati per ritardarne la maturazione. Quindi, questo profilo metabolico è stato confrontato con quello della varietà parentale non manipolata. Quando Hoekenga e altri hanno eseguito la loro analisi, hanno infatti scoperto delle differenze metaboliche nel frutto GM rispetto al suo progenitore, anche se questi cambiamenti sono stati per lo più rilevati in composti biochimici legati alla maturazione dei frutti, il che si inserisce in parte fra gli effetti previsti e ricercati. Ma quando gli scienziati hanno confrontato il metaboloma del pomodoro GM con quelli di un vasto assortimento di pomodori da orto, costoluti, e altre varietà non-GM, non hanno trovato differenze significative nel complesso. In altre parole, anche se il pomodoro GM è diverso dal suo progenitore, il suo profilo metabolico rientra ancora nel range “normale” di diversità biochimica esibita dal gruppo più grande di varietà. La scoperta suggerisce in questo caso che la manipolazione genetica produce poche o nulle modifiche biochimiche accidentali, oltre a rassicurare i consumatori circa gli effetti non intenzionali in generale.

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