Fagioli, potenzialità di utilizzo di varietà campane nel settore degli integratori alimentari

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La presente ricerca è nata dall’esigenza di coniugare alcune tematiche di grande interesse ed attualità quali la salvaguardia della biodiversità, la diversificazione delle produzioni agricole ed il recupero dei residui di coltivazione in un’ottica di filiere eco-compatibili. Lo studio ha preso in considerazione alcuni ecotipi di fagiolo reperiti nel territorio di Pimonte (Napoli), nella regione Campania. Durante il periodo primaverile-estivo dell’anno 2012 sono stati coltivati quattro ecotipi di fagiolo (il “Mustacciello di Pimonte”, il “Falso mustacciello”, il “Canario” ed il “Fagiolo marrone screziato”) differenti per morfologia del seme ed accrescimento. Durante il ciclo sono stati effettuati i rilievi delle fasi fenologiche ed alla raccolta, effettuata alla maturazione piena del seme, sono state determinate le produzioni di granella, le componenti della resa, il diametro ed il peso del seme. Sono stati, inoltre, recuperati i baccelli sui quali sono state effettuate la misura della lunghezza e del peso. Campioni della granella e dei baccelli sono stati sottoposti ad analisi per la determinazione della etichetta nutrizionale (ceneri, fibre, proteine, grassi e zuccheri), la composizione degli acidi grassi ed il contenuto in sali minerali. I risultati della ricerca hanno messo in evidenza una elevata variabilità tra gli ecotipi messi a confronto per quanto riguarda le caratteristiche produttive e qualitative. In ogni caso, la granella ha evidenziato, seppure con differenze tra gli ecotipi, tenori proteici elevati, favorevole composizione degli acidi grassi e dei sali minerali. Le determinazioni effettuate sui baccelli hanno messo in evidenza una composizione particolarmente favorevole per una potenziale applicazione nel settore degli integratori alimentari grazie, tra l’altro, all’elevato contenuto in fibra. I primi risultati ottenuti confermato l’interesse per un approfondimento delle ricerche nelle direzioni avviate in modo da permettere una completa caratterizzazione degli ecotipi studiati e l’inserimento in filiere di qualità.

Bibliografia

E. De Falco et al., X Convegno Nazionale sulla Biodiversità, Roma, 3-5 Settembre 2014, 148

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