Nuovo report CE sui consumi energetici nella produzione alimentare

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La Commissione europea ha pubblicato il report “Energy use in the EU food sector” nel quale analizza le possibili soluzioni per ridurre il consumo energetico ed aumentare la diffusione delle fonti alternative nel settore dell’industria alimentare d’Europa. La sfida è di quelle rilevanti perché la quantità di energia necessaria per coltivare, trasformare e confezionare i prodotti alimentari conta per il 17% del consumo totale lordo dell’UE ed equivale a circa il 26% del consumo finale di energia (dati 2013). Quasi un terzo di questa energia viene consumata per le attività agricole, la fase di gran lunga più intensiva di tutta la filiera mentre il settore della trasformazione risulta uno dei meno energivori della catena con un’incidenza sui consumi complessivi che varia, a seconda del paese, da pochi decimi di percentuale fino ad un massimo del 4% (per l’Italia è di poco inferiore al 3%). Ridurre il consumo energetico dell’industria del food processing, spiega ancora il report, è reso particolarmente complesso dall’elevato livello di frammentazione del settore: il 99.1% delle 287.000 aziende attive in Europa conta, infatti, meno di 250 dipendenti il che renderebbe necessaria l’attuazione di una moltitudine di interventi distinti. Nonostante le difficoltà strutturali, comunque, l’efficienza energetica del settore negli ultimi anni è in costante aumentato: in valore assoluto, il miglioramento è poco percepibile dato che i consumi sono passati da 31 Mtoe nel 2005 a 28.4 Mtoe nel 2013 ma risulta evidente se si confrontano gli indici a livello di valore della produzione dove la riduzione registrata e pari al 33% (da 45 toe/Meur a 30 toe/Meur).

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