Provenienza geografica dei pomodori tramite un rapporto isotopico

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Fresh juicy tomato isolated over whiteMutti, azienda leader nel settore del pomodoro, dopo aver studiato in collaborazione con il Wwf e l’Università della Tuscia un nuovo sistema di irrigazione che riduce i quantitativi di acqua nei processi di lavorazione, ha messo a disposizione della comunità del pomodoro un progetto che può contribuire concretamente a tutelare il made in Italy. Questa volta la sinergia è stata instaurata con la facoltà di Agraria dell’università di Piacenza e il Laboratory of Isotope Mass Spectrometry di Verbania con l’obiettivo di individuare la provenienza geografica delle materie prime partendo dall’analisi dei semilavorati. La ricerca si fonda sul fatto che i vegetali, durante la loro crescita, assorbono gli elementi nutritivi e costitutivi del terreno che li ospita senza che intervengano fenomeni discriminanti. Principio ancor più valido se si fa riferimento a vegetali primari come il pomodoro, la cui correlazione con il terreno d’origine è ancora più diretta e riflette le caratteristiche geo-morfologiche di quest’ultimo. Si tratta quindi di un metodo che con certezza scientifica consente di discriminare l’origine geografica di un vegetale tramite determinazione del rapporto isotopico 87Sr/86Sr. Tale rapporto è presente su tutta la crosta terrestre, e nei campioni di pomodoro è possibile stabilirne la provenienza geografica. La macchina test è uno spettrometro di massa che rileva gli isotopi specifici di ogni terreno, con cui sarà possibile sapere da dove proviene il pomodoro.

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