Nuova confezione in bioplastica che aumenta la shelf-life degli alimenti a costi ridotti

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fruits and vegetables in vacuum packing

Un consorzio di organizzazioni europee ha realizzato una nuovo prodotto per l’imballaggio alimentare che promette di estendere “significativamente” la durata di pasta fresca e formaggi con una carbon footprint ridotta del 57% rispetto alle più comuni alternative in commercio e un risparmio sui costi del 25%. Il nuovo materiale è costituito dalla sovrapposizione di due differenti bioplastiche: PLA e PHOV. L’acido polilattico (PLA) è la bioplastica più comune a livello industriale e viene prodotto a partire da destrosio di origine biologica. In questa soluzione, spiegano i ricercatori, viene utilizzato per le sue “eccellenti proprietà meccaniche e per la facilità di riciclo” ed è accoppiato al PHOV (alcool polivinilico) che vanta una buona impermeabilità ai gas ed è solubile in acqua. In questo modo, scompare durante il lavaggio lasciando isolato lo strato di PLA e permettendone un completo riciclo. A completare la struttura vi è una cera esterna realizzata dal Fraunhofer Institut, partner del progetto, che ne migliora impermeabilità e flessibilità. Anche gli adesivi che uniscono i diversi materiali sono completamente biodegradabili. Il progetto, recentemente concluso, ha richiesto una dotazione di 1.5 milioni di euro, in parte finanziati dall’Unione Europea attraverso il suo programma di ricerca FP7. Il nuovo materiale viene già utilizzato da alcuni partner di progetto, attivi nell’industria alimentare, per l’imballaggio di pasta, latticini e cheescake.

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