Piano italiano di contrasto alla antibiotico-resistenza

169

In Europa l’antibiotico-resistenza provoca ogni anno 37 mila decessi e in 110 mila è una concausa.

In Italia, la resistenza agli antibiotici varia in funzione del ceppo microbico. Si passa da una resistenza del 11,2% per l’Enterococcus faecium ai gligopeptidi (la media UE è 8,3%), al 56% della Klebsiella pneumoniae alle cefalosporine di terza generazione (la media UE è 30,3%), fino al 78,3% dell’Acinetobacter spp ai carbaèenemi.

Il piano nazionale di contrasto per il 2017-2020 comprende: sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni, uso corretto degli antibiotici, formazione, comunicazione e informazione, ricerca e innovazione. Il Piano definisce gli obiettivi a medio e lungo termine, le azioni da intraprendere, il monitoraggio e le valutazioni basate su indicatori quantitativi misurabili.

A Regioni ed Enti locali è demandato il compito di redigere piani operativi specifici. Il Piano 2017-2020 è frutto della collaborazione tra Ministero della salute, Agenzia italiana del farmaco, l’Istituto superiore di sanità, rappresentanti delle Regioni e del mondo scientifico. Nel redigerlo si è tenuto conto delle indicazioni dell’Oms e delle conclusioni del Consiglio d’Europa del 17 giugno 2016.

Il Piano integra tutti i settori interessati (umano, veterinario, alimentare, agricolo e ambientale), individua gli obiettivi salute da raggiungere, indica le azioni da realizzare in sede nazionale, regionale e locale.

Promuove un efficace contrasto dell’antibiotico resistenza, tramite un uso appropriato degli antimicrobici; potenzia i servizi diagnostici di microbiologia; forma operatori sanitari e veterinari; informa la popolazione; rinforza la ricerca sul tema; monitora i consumi e la spesa nazionale per antibiotici ad uso umano e veterinario. Particolare attenzione è riservata al contagio diffuso in ospedali, ambulatori, strutture residenziali, assistenza domiciliare, allevamenti.

Oggi in Italia il 6,3% delle infezioni è contratta in ospedale e l’1% durante l’assistenza domiciliare.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here