L’impatto del clima sui consumi energetici europei

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Com’è noto, nell’Unione Europea i processi legati alla produzione e all’utilizzo di energia hanno un enorme impatto sui cambiamenti climatici, essendo responsabili per il 78% delle emissioni di CO2 degli stati membri.

Ma è altrettanto vero il contrario. Le mutazioni del clima, infatti, influiscono in maniera sempre crescente sulle modalità con cui l’energia viene utilizzata.

A rivelarlo è l’Agenzia Europea per l’ambiente (EEA) nel suo report SIGNALS 2017 – Shaping the future of energy in Europe: Clean, smart and renewable” che riporta alcuni esempi degli effetti del clima sui consumi energetici: le variazioni nella disponibilità di acqua per gli impianti idroelettrici, l’incremento della domanda estiva di energia per gli impianti di condizionamento dovuta all’aumento della temperatura atmosferica, la contemporanea riduzione delle necessità invernali, ecc.

Il riscaldamento delle stagioni invernali, spiega ancora il report, ha infatti contribuito alla riduzione complessiva dei consumi energetici che, tra il 2005 e il 2015, sono scesi di oltre il 10% (equivalente a un risparmio di più di 1,6 miliardi di tonnellate di petrolio) mentre i settori legati al raffreddamento e alla refrigerazione sono gli unici (insieme ai trasporti) ad aver registrato una crescita delle proprie esigenze energetiche.

In totale, dal 1990 è stato registrato un risparmio del 22% nelle emissioni di gas serra. Un valore significativo, se si pensa che la diminuzione è avvenuta a fronte di una crescita economica intorno al 50%.

Un contributo importante alla riduzione delle emissioni è stato dato dal crescente utilizzo di fonti di energia rinnovabile, settore nel quale alcuni stati hanno raggiunto risultati sorprendenti.  A maggio dell’anno scorso, per esempio, “Associazione portoghese per l’energia rinnovabile” ha annunciato che per quattro giorni consecutivi il Portogallo è riuscito a soddisfare i propri bisogni energetici esclusivamente con fonti rinnovabili.

In giornate particolarmente ventose, gli impianti eolici danesi generano abbastanza elettricità per coprire tutte le necessità della nazione e produrre un surplus che viene esportato in Germania e Svezia.

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