Accordo per uniformare l’indicazione della data di scadenza sulle confezioni degli alimenti

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Ad eccezione del mercato UE, nel mondo ci sono prassi molto diverse per riportare la data di scadenza sulle etichette degli alimenti.

Il CGF (Consumer Goods Forum), un network di 400 aziende produttrici di beni di largo consumo attive in oltre 70 Paesi, ha redatto la dichiarazione di intenti “Call to Action” volta ad uniformare, entro il 2020, in tutto il mondo, il modo di indicare la data di scadenza ed il TMC.

Tra i firmatari del testo spiccano Tesco, Kellogg’s, Walmart, Campbell Soup, Bimbo, Pick n Pay, Nestlé, Carrefour, Unilever. I primi Paesi che intendono adottare questa metodologia sono USA, UK e Giappone. Il documento “Call to Action” chiede a rivenditori e produttori di alimenti di eseguire tre semplici attività.

La prima è usare una sola dicitura per volta, riportandola in modo coerente su imballaggi primari e, se è il caso, secondari e terziari. La seconda è scegliere tra una data di scadenza espressa come “use by” valida per i prodotti deperibili ed un TMC espresso come “best if used by” cui attribuire il valore di indicatore della qualità del prodotto per gli alimenti non deperibili.

La dicitura che precede la data può comunque tenere conto di quanto già in uso nelle diverse aree geografiche. La terza è spiegare con chiarezza ai consumatori il significato di tali date, per esempio mettendo dei display nei punti vendita, comunicando attraverso il web, effettuando campagne pubblicitarie mirate sui principali media.

Tanti consumatori non sanno che i prodotti contrassegnati TMC sono ancora consumabili dopo la data riportata sulla confezione, forse non saranno più qualitativamente al meglio, ma non sono dannosi per la salute.

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