Mariarosa Aufiero, qualità e grande distribuzione internazionale

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Mariarosa Aufiero

Seguire l’istinto ed ascoltare la propria voce interiore, impegnarsi per conquistare qualcosa che si ritiene giusto, sia esso l’internship in uno dei laboratori di ricerca e sviluppo più attrezzati al mondo o la posizione di quality assurance specialist assistant in Agritalia, azienda che produce private labels per la grande distribuzione internazionale.

Passione ed entusiasmo portano lontano. Per la dottoressa Mariarosa Aufiero, laureata in Scienze e tecnologie alimentari presso l’Università Federico II di Napoli ed ora quality assurance specialist assistant in Agritalia, entusiasmo significa fiducia nella vita, nelle proprie capacità di crescita professionale, desiderio di mettersi alla prova cogliendo sempre nuove ed affascinanti opportunità lavorative.

Come ha scelto il suo corso di studi? Terminato il liceo avevo una sola certezza: volevo lavorare nel comparto alimentare. Ho valutato a fondo le prospettive professionali ascrivibili ai corsi di laurea che, a vario titolo, trattano l’argomento food: Biologia, Farmacia, Dietistica, Scienze e tecnologie alimentari ed ho deciso per ques’ultimo.

Questa laurea mi avrebbe permesso di lavorare in più ambiti: assicurazione qualità, ricerca e sviluppo, produzione ed avrei avuto maggiori opportunità di internship in Italia ed all’estero. Il primo settembre 2008 mi sono iscritta e sono ancora convinta di aver fatto la scelta giusta.

Come e perché si è specializzata nel settore alimentare? Ad oggi la parola “specializzata” è un po’ troppo. Mi sono laureata nel 2014, ho avuto la fortuna di lavorare per sei mesi presso il centro ricerche Nestlè di Losanna, dal 2015 lavoro in Agritalia.

Sono solo all’inizio e desidero davvero specializzarmi, sono mossa da un mix di passione per questo lavoro, entusiasmo nell’apprendere, forza di volontà. Per me “essere” nel settore alimentare ha un significato speciale, vuol dire entrare nelle case dei consumatori con prodotti sicuri e nutrizionalmente equilibrati.

Fin da bambina ero attratta dalle confezioni, non solo dai loro aspetti più appariscenti: forme, colori, immagini, nome dei prodotti, ma anche e soprattutto dai dettagli come l’elenco degli ingredienti, le date di scadenza, le modalità di preparazione. Mi chiedevo chi li scrivesse, come facesse a sapere tutte quelle cose e pensavo che, da grande, mi sarebbe piaciuto essere una di quelle persone. Oggi il mio sogno si sta avverando.

LA RICERCA

La sua tesi di laurea verteva sull’analisi del rischio microbiologico nel polline d’api… Il polline d’api è oggetto di studio perché, oltre alle note proprietà lenitive, è un’ottima fonte di nutrienti e di energia. La mia tesi è stata il primo tassello di una ricerca più ampia svolta dal Dipartimento di entomologia agraria. Il polline era prelevato dalle arnie ed analizzato tal quale, dopo congelamento e dopo essiccazione.

La possibile contaminazione di questo prodotto dipende dalle pratiche di raccolta nonché da pulizia, essiccamento e modalità di conservazione. Il progetto prevedeva la valutazione dei più diffusi indicatori di igiene e contaminazione: carica batterica totale, mesofili aerobi, Saphylococcus aureus, Salmonella, Coliformi, E.coli, Listeria monocitogenes, Clostridium Perfrigens, Clostridi solfito riduttori, lieviti e muffe. La mia ricerca ha accertato che nel prodotto fresco la carica batterica totale era alta, ma diminuiva drasticamente con il congelamento e l’essiccazione.

E’ stata internship presso i laboratori ricerca e sviluppo di Nestlè a Losanna, come si sbaraglia la “concorrenza” e si supera questa rigorosissima selezione? L’essere stata scelta tra centinaia di concorrenti mi ha dato una grande gioia. Avevo concluso gli esami con un po’ di anticipo ed in attesa di poter discutere la tesi di laurea magistrale, cercavo un internship che mi permettesse di consolidare l’esperienza maturata in laboratorio.

La proposta pubblicata dal NCR – Centro ricerche Nestlè di Losanna mi sembrava il non plus ultra. Mi sono candidata e ho sostenuto tre colloqui via Skype. Aperto nel 1987, l’’NRC ha contribuito a molte innovazioni scientifiche poi diventate le linee di prodotti che entrano quotidianamente nelle nostre case. I suoi gruppi di lavoro hanno sviluppato tantissime soluzioni oggetto di brevetti, strumenti e metodi di analisi usati nei laboratori aziendali e fuori.

Quando la Direzione risorse umane mi ha chiesto di prendere servizio ho provato un’emozione indescrivibile, sensazione confermata quando, per la prima volta, sono entrata in questi immensi ed attrezzatissimi laboratori dove, per sei mesi, avrei lavorato a stretto contatto con tanti luminari della ricerca e sviluppo internazionale del comparto food.

Di quali categorie di prodotti si è occupata durante l’internship? Sono stata assegnata ad un progetto di ricerca ed isolamento di possibili patogeni in prodotti a basso contenuto di umidità: cereali, caramelle, prodotti per la ristorazione, cibo per animali d’affezione.

In laboratorio si simulavano i processi industriali (estrusione, HPP – High Pressure Processing, pastorizzazioni) su queste categorie di prodotti, inoculati con batteri probiotici con caratteristiche di sopravvivenza simili a quelle dei più diffusi patogeni. Si valutavano quindi le cariche batteriche residue correlandole al tipo di trattamento ed ai diversi parametri di processo (tempi, temperature pressioni).

LA CRESCITA PROFESSIONALE

Dopo la laurea ha lavorato come ispettore controllo qualità per Asia Inspection… Si, l’azienda ha sede ad Hong Kong ed è un provider di servizi per il controllo qualità nei più svariati settori industriali, alimentare incluso. E’ specializzata in controllo qualità ed audit, il servizio è a prezzi modici, rapido, attivo 24 ore su 24. I clienti, in prevalenza importatori e grande distribuzione, interagiscono con l’azienda via web.

Una piattaforma consente loro di gestire online la pianificazione dei controlli, prenotare ispezioni de gli audit, le verifiche, le analisi. Entro 48 ore dalla prenotazione, un ispettore si reca presso l’impianto, effettua il controllo, redige un report dettagliato, rendendolo subito disponibile online. Ho svolto audit e controlli soprattutto su prodotti destinati alla grande distribuzione, verificando la corrispondenza tra merce in partenza e specifiche di prodotto.

E’ stata un’esperienza interessante? Molto. Ho scoperto i meccanismi sottesi all’operatività della grande distribuzione organizzata e ho compreso a fondo il valore determinante del fungere da garante della qualità di un prodotto fornito o acquistato. Sono stata in diversi stabilimenti in Italia ed all’estero ed ho imparato nuove tecniche di laboratorio chimico-fisico. Ho acquisito un insieme di competenze utilissime per svolgere l’attuale ruolo di Quality Assurance Specialist Assistant nel team qualità di Agritalia srl.

L’ITALIA NEL MONDO

Di cosa si occupa Agritalia? L’azienda è nata nel 1987 dall’intuizione dei fratelli Massa, che tra i primi hanno creduto nelle potenzialità dell’esportazione dei prodotti più significativi buona cucina italiana: olio, aceto balsamico di Modena, pasta secca, sughi pronti, conserve di pomodoro, pizze, gelati ed altro.

I principali mercati di destinazione sono USA, Europa, Giappone, Australia, Malesia e Canada, tra i nostri marchi spiccano Bella Italia (bellaitaliaproducts.com), Don Peppe, Celio, Lilla, Remo, ma il core business dell’azienda è lo sviluppo e l’esecuzione di numerose private label per alcune catene della GDO internazionale. Le produzioni avvengono in proprio o tramite copakers selezionati solo tra aziende certificate BRC.

Un ramo di azienda offre servizi di packaging design ed un altro, Agrilogistica srl (agrilogistica.com) si occupa direttamente dei trasporti via mare o via terra contribuendo a ridurre notevolmente i costi di spedizione. E’ un paradigma nuovo che prevede un maggiore controllo di tutta la supply chain per ridurre le inefficienze ed assicurare al cliente un elevato livello di servizio e di qualità.

Come è strutturato il vostro flusso produttivo? La catena della grande distribuzione o l’importatore entra in contatto con uno dei nostri export manager. Si stila un brief di prodotto, si stimano le quantità in gioco e si stabilisce un ordine minimo in funzione del tipo di prodotto e delle caratteristiche della confezione.

Inizia così una più stringente collaborazione cliente – fornitore che porta a definire le necessarie specifiche tecniche. Si delinea la conformità del prodotto ipotizzato alla legislazione del mercato di destinazione. Il passaggio più importante di questa fase è definire con chiarezza e fin dall’inizio le eventuali criticità e le esigenze speciali del cliente, se esistono.

Si predispongono dei campioni, considerando ricette consolidate, loro varianti o ricette nuove. Nel frattempo si progetta la confezione, ponendo molta attenzione ai costi. Sviluppato l’artwork si devono poi approvare grafiche e diciture. Da qui il via libera alla prima produzione seguita dai nostri esperti per garantirne il risultato atteso. Infine si passa all’organizzazione della spedizione.

Quali sono i vostri punti di forza? Monitoriamo le materie prime in termini di qualità e miglior prezzo, supervisioniamo i processi produttivi ed il rispetto dei tempi concordati. Il nostro customer service multilingue risponde alle richieste dei clienti entro 24 ore o, in caso di temi complessi e controversi, comunica al cliente il tempo necessario per approfondire l’argomento. Un’apposita piattaforma web permette al cliente di ordinare in autonomia e seguire l’avanzamento dei progetti, sempre garantendo la sicurezza dei dati.

L’ASSICURAZIONE QUALITA’

Come lavora il vostro quality assurance team? E’ il punto di riferimento aziendale per tutto ciò che riguarda la qualità. Non siamo meri controllori di liste ingredienti, processi nelle prime produzioni e prodotti finiti ma assicuriamo che tutto si svolga come previsto, sensibilizziamo i fornitori su aspetti rilevanti per la nostra azienda, i suoi clienti ed i consumatori.

Siamo impegnati nel prevenire gli errori lungo l’intera filiera dal campo alla tavola, forniamo risposte esaustive a clienti in essere o potenziali ed ai consumatori. Mi piace sottolineare che siamo un ottimo gruppo ed un efficacissimo team. Lavoriamo tutti per la stessa azienda abbiamo obiettivi ben chiari, condividiamo il metodo di lavoro, rispettiamo i singoli ruoli ed impariamo dagli errori.

Quale è la parte più interessante del suo lavoro? La qualificazione dei fornitori. Mi permette di conoscere tante realtà produttive, ampliare le conoscenze, condividere informazioni ed esperienze con numerosi quality manager. Del resto se si affronta il mercato da soli si resta fornitori, facendo sistema si diventa partner insostituibili.

Le ricette dei vostri prodotti cambiano in base al gusto dei consumatori del Paese di destinazione o restano invariate, esportando volutamente il gusto italiano? A seconda della categoria merceologica ci possono essere richieste che vanno incontro al palato del consumatore locale o dei trend salutistici, sempre nel rispetto delle materie prime e del gusto del prodotto. I nostri clienti si aspettano i tratti tipici della cucina italiana, anche se a volte occorre adattare delle ricette per soddisfare l’aspettativa del consumatore. Lavoriamo in base alle richieste del cliente (per esempio una catena di distribuzione statunitense) ed all’incontro di domanda ed offerta, anche se per noi la qualità è un prerequisito che prescinde dal prezzo.

Quando agli aspetti legislativi, quali sono i mercati di destinazione più complicati?Paradossalmente quelli meno regolamentati o meno retti da un sistema di regole organiche. E’ più facile lavorare per Paesi dove le vendite hanno luogo secondo modalità predefinite, sia con riferimento ai meccanismi di fissazione del prezzo, sia con riferimento agli standard di prodotto e di etichettatura.

I mercati poco regolamentati sono altrettanto interessanti dal punto di vista commerciale, ma tutto è più soggetto alla discrezionalità delle autorità competenti che talvolta può sconfinare nel libero arbitrio. Di fronte ad episodi della medesima natura ci può essere un’applicazione diversa della stessa regola o peggio il rischio di applicazione di una sanzione per la violazione di una norma non codificata e non prevista dal codice locale.

Che consiglio darebbe a un neolaureato in scienze e tecnologie alimentari?Suggerirei di usare come mantra il titolo della canzone di Sia “Never give up” colonna sonora del film Lion – la strada verso casa. Perseveranza, motivazione ed ambizione, inviare curricula ovunque e fare tanti colloqui.

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