La strategia sulla plastica dell’Unione Europea

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L’obbligo di utilizzare sacchetti di materiale biodegradabile per il contenimento di frutta e verdura non è l’unica disposizione che la Commissione Europea ha immaginato per diminuire l’impatto del materiale plastico sull’ambiente.

Nell’ottica dell’economia circolare e della de-carbonizzazione, infatti, è stata adottata a gennaio “la prima strategia sulla plastica” che prevede, entro il 2030, la totale sostituzione degli imballaggi di plastica con alternative riciclabili e la riduzione del numero di sacchetti di plastica e di micro-plastiche.

Le materie plastiche rappresentano l’85% dei rifiuti sulle spiagge di tutto il mondo. “Se non modifichiamo il modo in cui produciamo e utilizziamo le materie plastiche, nel 2050 nei nostri oceani ci sarà più plastica che pesci” ha dichiarato Frans Timmermans, primo vicepresidente UE responsabile per lo sviluppo sostenibile.

La riforma, comunque, non è intesa solo come forma di protezione ambientale ma anche come fattore di sviluppo economico e commerciale. Secondo la Commissione Europea, infatti, “l’Europa è nella posizione migliore per guidare tale transizione e questo approccio sarà fonte di nuove possibilità di innovazione, competitività e creazione di posti di lavoro”.

In particolare, grazie alle nuove norme e agli incentivi previsti, la CE stima uno sviluppo del mercato legato al riciclaggio dei materiali con l’ampliamento e il perfezionamento degli impianti e l’espansione dei sistemi di raccolta e smistamento. La strategia prevede anche finanziamenti per €100 milioni destinato allo sviluppo di materiali plastici intelligenti e riciclabili e a sistemi innovativi di riciclaggio. Tutto questo, promette la CE, renderà più competitiva l’industria europea delle materie plastiche e consentirà alle aziende un risparmio di circa €100 per tonnellata di plastica raccolta.

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