Effetto delle radiazioni UV-B sui frutti di pesco nel post-raccolta

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I prodotti di origine vegetale, pur possedendo un elevato potere nutraceutico ed intense caratteristiche organolettiche sono caratterizzati generalmente da una shelf-life limitata.

Al fine di fornire sicurezza e alta qualità ai prodotti orto-frutticoli e di ridurne le perdite, il mercato della grande e piccola distribuzione deve attuare delle idonee strategie per la loro conservazione; la diminuzione della perdita di metaboliti secondari con attività antiossidante può garantire quindi al prodotto un più lungo periodo di conservazione e nel contempo una sua migliore qualità nutrizionale.

Sulla base di questo, alcuni ricercatori del Dipartimento di Biotecnologie Alimentari dell’Università di Pisa, hanno valutato la possibilità di impiegare, nella fase di post-raccolta, trattamenti con radiazioni UV-B (280-315 nm). A tale scopo, i frutti di due cultivar di pesco, cv Suncrest (Melting) e cv Babygold 7 (Non melting) sono stati raccolti alla loro maturità commerciale e trattati con radiazioni UV-B (1,68 W/m-2) per un intervallo di tempo di 12, 24, 36 ore.

La capacità dei raggi UV-B di stimolare l’accumulo dei principali composti antiossidanti è stata valutata quantificando il contenuto delle principali classi di fenoli, tra cui gli acidi neoclorogenico e clorogenico, mediante analisi HPLC. Inoltre, sono stati dosati il contenuto e lo stato redox dell’acido ascorbico ed è stato determinato il potere antiossidante totale della frazione fenolica.

Dai risultati ottenuti, sono emerse significative differenze tra le due cultivar sia per quanto riguarda il contenuto totale delle singole classi di composti analizzati sia nella loro risposta al trattamento. In particolare, la varietà Suncrest ha mostrato livelli maggiori per tutti i polifenoli analizzati rispetto ai frutti della cv Babygold 7, sia nella polpa che nella buccia, evidenziando in quest’ultimo tessuto, dopo 36 ore di irraggiamento, un significativo incremento nei frutti trattati con UV-B rispetto a quelli di controllo. Al contrario la varietà Babygold 7, mostrato una scarsa sensibilità al trattamento.

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