Frumento, nuove strategie di riduzione della sensibilizzazione per pazienti allergici

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L’allergia alimentare al frumento colpisce lo 0.1-0.5% della popolazione e si manifesta con sintomi più o meno severi, fino ad arrivare a reazioni estremamente gravi come lo shock anafilattico. Le proteine responsabili di tale allergia si ritrovano sia nella frazione proteica salino-solubile (Albumine/Globuline), sia nella frazione prolamminica composta da gliadine e glutenine.

Negli ultimi anni le tecniche di miglioramento genetico sono state impiegate per ottenere linee di frumento sprovviste di alcuni allergeni, con l’obiettivo di creare varietà di grani ipoallergenici. In questo contesto, lo scopo del presente lavoro è stato quello di valutare il potenziale allergenico di linee di frumento prive, o a ridotto contenuto, di alfa-gliadine, confrontandole con la quelle tradizionali.

I risultati dimostrano che la riduzione delle alfa-gliadine comporta un aumento significativo della frazione corrispondente alle gliadine di tipo omega. Inoltre, alcune differenze sono state identificate anche nella frazione solubile. L’analisi biomolecolare (ELISA) evidenzia, infine, una riduzione significativa della risposta immunitaria tra la linea controllo e quelle a ridotto contenuto di alfa-gliadine, sia per la frazione gliadinica, sia per quella solubile.

Concludendo, gli autori sostengono che l’approccio proposto nello studio non è utilizzabile solo per ridurre l’esposizione verso alcuni allergeni in soggetti allergici, ma è anche potenzialmente applicabile in protocolli di immunoterapia.

Riferimenti. Lupi, Nutrizione come terapia della celiachia e della dermatite erpetiforme, 3 Novembre 2017, Genova, 34-35

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