Consulenza alimentare, l’impegno di ogni giorno

1412

In tempi di crisi, il consulente specializzato in qualità e sicurezza per la filiera alimentare deve diventare “azienda”. Non ci sono più soluzioni standardizzate e per essere davvero utili al cliente è necessaria una solida visione di insieme e una cura maniacale per i dettagli. L’impostazione logica derivante dalla laurea in Fisica dà una marcia in più.

Franco Maria Aquilano
Franco Maria Aquilano

Riunioni dai toni sempre più alti, difficoltà nel prendere le grandi e piccole decisioni quotidiane, presentazioni che si concludono con il fatidico auspicio “speriamo di aver fatto la scelta giusta”, ben descrivono lo scenario di incertezza affrontato ogni giorno dall’industria alimentare italiana. I consulenti che si occupano del settore operano in un contesto altrettanto difficile. Il committente si aspetta risposte immediate, soluzioni rapide e fattibili a costo zero, atte a tutelare l’azienda dal punto di vista legale e ad incrementare produttività, efficacia, efficienza, in sintesi, a far crescere “il fatturato”. Ne abbiamo parlato con il dottor Franco Maria Aquilano, piemontese, laureato in Fisica, specializzato in implementazione e mantenimento di Sistemi Qualità e di Sicurezza Alimentare, nonché contitolare di una nuova società di servizi per il comparto food.

Un inizio insolito. Perché ha scelto la laurea in Fisica?

Terminato il Liceo Scientifico ero propenso ad iscrivermi ad Agraria, ero attratto dalle realtà agricole e dalla trasformazione industriale dei frutti della terra. Com’è normale e giusto ne parlammo in famiglia. Basandosi sulla propria esperienza professionale, mio padre mi consigliò di frequentare almeno i primi due anni del corso di laurea in Fisica. “Sono molto formativi – mi disse – perché possono consentire di acquisire un rigoroso metodo di ragionamento che potrà esserti utile per qualsiasi altra disciplina tu voglia in futuro intraprendere. Poi farai le tue scelte”. Pur non comprendendo a pieno la portata di questa indicazione, mi sono iscritto al Corso di Laurea in Fisica dell’Università degli Studi di Torino e mi sono laureato con una tesi sperimentale sui superconduttori. Sono molto grato a mio padre per il suggerimento.

Cosa sono i superconduttori?

Sono materiali che, portati a temperature molto basse o comunque inferiori ad una determinata “temperatura critica”, caratteristica per ogni materiale, vedono bruscamente annullarsi la resistività elettrica. La mia tesi sperimentale verteva sui superconduttori ad alta temperatura critica, in particolare sui materiali ceramici, allora molto innovativi, che, intorno allo zero assoluto, consentono il passaggio di corrente elettrica quasi senza resistenza. Il gruppo di ricerca dove ero inserito doveva individuare elementi chimici capaci di aggregarsi in strutture stabili sia alla temperatura ambiente, sia alle bassissime temperature: questi materiali venivano realizzati ricorrendo ad opportuni processi di cristallizzazione e poi testati per verificarne le proprietà di conduzione elettrica. In quel periodo lasciai Torino e mi stabilii a Parma dove, presso l’Istituto MASPEC – Materiali Speciali per l’Elettronica ed il Magnetismo – del C.N.R., centro di ricerca all’avanguardia per lo studio dei superconduttori, svolsi la mia tesi.

Il primo incarico. Come ha esordito nel mondo del lavoro?

Parma, città a fortissima vocazione alimentare, ridestò il mio interesse per il settore food e subito dopo la laurea colsi con entusiasmo l’opportunità di lavorare come ispettore delegato per conto dell’Istituto Nazionale per le Conserve Alimentari. Mi occupavo del controllo dell’applicazione delle norme che disciplinano la produzione delle conserve di origine vegetale e animale nelle aziende di trasformazione dell’Italia centro settentrionale; svolgevo attività di servizio ispettivo presso le aziende nazionali che utilizzavano le carni d’Intervento Comunitario destinate alla trasformazione industriale o agli Enti Sociali; mi occupavo anche del prelievo di campioni di prodotti ortofrutticoli che usufruivano del regime di Aiuto Comunitario alla produzione presso le aziende trasformatrici dell’Italia centro settentrionale.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here