Nuovi ingredienti e alimenti per il futuro

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shutterstock_86157316Farine di grilli e cavallette, paste di microalghe, meduse disidratate o conservate in salamoia: sono questi i primi candidati a diventare i cibi del futuro. Sono infatti, preziose fonti di proteine in un pianeta sempre più affollato. L’Italia li sta studiando fin da adesso, con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) in prima fila, e i nuovi cibi saranno fra i temi dell’Expo 2015. Alimenti come questi sono nuovi per il mondo occidentale, ma sono molto diffusi ormai da tempo nell’Est asiatico e in America Latina. Le microalghe ad esempio, possono essere trasformate in una pasta dal colore verdastro o ridotte in polvere, hanno un elevato valore nutritivo e costituiscono un’importante potenzialità per nuovi cibi. Lo stesso vale per gli insetti, dai quali si ottengono farine dal colore variabile fra il giallo e il marrone che possono essere lavorate come la comune farina di frumento. Raccogliere dati scientifici sulle caratteristiche nutrizionali di questi nuovi alimenti è quanto sta facendo la ricerca, ma questo, fortunatamente, non porterà automaticamente sulla tavola queste “leccornie”. I dati scientifici potranno essere la base per la necessaria valutazione da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare Efsa: soltanto dopo il suo via libera i cibi del futuro potranno arrivare nei supermercati.