Biocopac, vernice bio per imballi alimentari metallici

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Una vernice biologica per imballaggi alimentari metallici, ottenuta attraverso la lavorazione delle bucce di pomodoro, è alla base dei due progetti Biocopac e Biocopac-plus. Il nome è l’acronimo di BIO-based COating for PACkaging, e i due progetti, che rappresentano uno il proseguimento dell’altro, sono stati finanziati dai due programmi europei FP7 (che si occupa di ricerca ed innovazione) e Life (che finanzia progetti per l’ambiente ed il clima).

Questa ricerca aderisce a diversi aspetti delle politiche della Commissione Europea, in particolare quelle legate alla sostenibilità ambientale e alla transazione verso un’economia europea “circolare”. La “circular economy” è un nuovo approccio che la CE sta promuovendo presso gli stati membri per conservare il più a lungo possibile il valore aggiunto dei prodotti. L’obiettivo è di ritardarne al massimo l’eliminazione dal ciclo produttivo tramite strumenti quali il recupero, il riutilizzo e il riciclo. In quest’ottica, i ricercatori dei progetti Biocopac hanno cercato di sviluppare una vernice naturale a base di cutina (un biopolimero contenuto nelle bucce dei pomodori) per valorizzare parte delle oltre 200.000 tonnellate di scarti solidi (bucce e semi) che vengono prodotte ogni anno in UE-27 dalla lavorazione di questi frutti. Questo smalto dovrebbe sostituire gli equivalenti chimici attualmente in uso nell’industria delle confezioni metalliche per alimenti. Si tratta di una soluzione, sottolineano i ricercatori, che fornisce un contributo alla sostenibilità dell’industria europea e offre vantaggi importanti sia al consumatore che al settore industriale. La vernice naturale, infatti, permetterà la produzione di imballaggi più sicuri, sostenibili e riciclabili e fornirà all’industria del packaging alimentare metallico un importante strumento per rivalutare la propria immagine indebolita dai dubbi sollevati sulla sicurezza delle confezioni. Proprio il sistema di laccatura delle superfici metalliche, con la possibilità di migrazione di residui potenzialmente tossici dagli smalti agli alimenti, è stata oggetto negli ultimi anni di numerose segnalazioni ed alert.Lo studio intende anche fornire un’importante contributo alla ricerca dei biomateriali utilizzati per il packaging, in particolare per quello dei prodotti alimentari. Il primo progetto (Biocopac), ora concluso, si è occupato soprattutto della validazione della nuova sostanza ed è stato strutturato in diverse fasi: caratterizzazione delle bucce di pomodoro per valutarne la caratteristiche chimico-fisiche, ottimizzazione del processo di estrazione della cutina sia in laboratorio che su impianto pilota, individuazione del più efficace sistema di produzione della bioresina, produzione di due vernici (una a base acqua e l’altra a base solvente), applicazione della vernice naturale su diversi materiali (banda stagnata, TFS – Tin Free Steel- e alluminio), verifica dell’applicabilità del prodotto su linee industriale di confezioni in metallo e, infine, valutazione della tenuta dello smalto su contenitori effettivamente riempiti con prodotti alimentari. Tra le attività del progetto è stata compresa anche la valutazione dell’impatto ambientale per la produzione di confezioni verniciate con il bio-smalto.

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Angela Montanari, responsabile del Reparto Imballaggi di SSICA e coordinatrice del progetto.

Questa stima è stata effettuata tramite l’analisi dell’LCA (Life Cycle Assessment), la procedura standardizzata a livello internazionale per il calcolo complessivo dei carichi energetici ed ambientali di un processo o di una attività. Il consorzio di progetto comprende quattro centri di ricerca, quattro PMI, e tre grandi aziende provenienti da sei nazioni (Repubblica ceca, Francia, Italia, Grecia, Liechtenstein e Spagna) ed è coordinato dal partner italiano SSICA (Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari) che negli anni quaranta aveva sviluppato il brevetto da cui ha avuto origine il progetto. Abbiamo chiesto ad Angela Montanari, responsabile del Reparto Imballaggi di SSICA e coordinatrice del progetto, di illustrarci i risultati e le prospettive della ricerca.

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Bucce di pomodoro essicate