Gli scarti alimentari saranno le nuove fonti di energia?

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In Gran Bretagna il cioccolato ha rimpiazzato il petrolio presso un sito industriale di proprietà di Nestlé. L’azienda, situata nel Newcastle, produce cioccolato, chewing-gum e caramelle alla frutta. Dallo scorso autunno i residui di produzione finiscono in un impianto di metanizzazione: ogni anno 1.200 tonnellate di scarti di cacao e acque sporche di lavorazione vengono scaldate e “digerite” da appositi batteri che producono gas, poi trasformato in energia. In un colpo solo, si riducono drasticamente gli scarti e si guadagna l’8% di energia necessaria a far funzionare la fabbrica. Sempre oltre Manica, la britannica Greenergy ha annunciato di aver iniziato a produrre biodiesel a partire dagli avanzi di cibo, tra cui patatine fritte, torte, paste e altri prodotti alimentari non vendibili (perché scaduti o comunque non conformi agli standard di vendita). L’impianto processerà oli e grassi contenuti nei cibi, li purificherà e infine li convertirà in biofuel.