“Piccolo farro”, ideale per persone sensibili al glutine ma non però per i celiaci

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Un grano molto antico, noto come “piccolo farro”, pur essendo un cereale che contiene glutine potrebbe essere adatto a prevenire la celiachia. E’ la conclusione a cui è giunto un team di ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa-Cnr) di Avellino, dell’Istituto di biochimica delle proteine (Ibp-Cnr) di Napoli e descritto su “Molecular Nutrition and Food Research. Il monococco o piccolo farro, le cui origini risalgono a diecimila anni fa, è un frumento con un genoma più semplice rispetto agli altri cereali e ha costituito la base della dieta delle popolazioni agricole per migliaia di anni, sostituito poi in gran parte dal grano tenero e duro, più produttivi e di facile trebbiatura. Con lo studio si è scoperto che varietà antiche di questo cereale contengono un glutine più fragile e dunque più digeribile e meno tossico rispetto al grano tenero. La riproduzione in vitro del processo di digestione gastrointestinale, seguita dall’analisi proteomica e dalla valutazione della tossicità immunologica su biopsie intestinali e cellule linfocitarie prelevate da soggetti celiaci, ha dimostrato che la parte proteica del glutine, dannosa per i celiaci, è in gran parte distrutta durante il processo di digestione del grano monococco, contrariamente a quanto succede per il glutine del grano tenero. Questa rappresenta una notizia positiva dunque, ma solo in termini di prevenzione: seppur notevolmente meno dannoso, è stato dimostrato che il monococco non è comunque idoneo per pazienti che hanno già manifestato la celiachia, ma potrebbe avere effetti benefici contrastando lo sviluppo della malattia in soggetti ad alto rischio di celiachia.