Il fallimento delle politiche sul clima sarebbe l’evento più drammatico a livello mondiale

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Nonostante il meeting COP21 di Parigi sia stato salutato come un successo grazie allo storico accordo che impegna i 195 Paesi firmatari a limitare l’innalzamento della temperatura “ben al di sotto di 2°C”, il fallimento delle iniziative per la mitigazione dei cambiamenti climatici rappresenta un evento probabile ed estremamente pericoloso per l’ordine mondiale. Ad affermarlo è l’edizione 2016 del report “The Global Risks Landscape 2016” del World Economic Forum (WEF) che attribuisce a questo evento il maggior impatto potenziale a livello globale, superiore perfino all’eventuale dispiegamento di armi di distruzione di massa o al crollo nella disponibilità di acqua a livello mondiale. Il documento cita anche le parole di un altro report (“Turn Down the Heat”) elaborato dalla Banca Mondiale: “un fallimento nel limitare il riscaldamento entro i 2°C creerà un rischio elevato che i cambiamenti del clima diventino catastrofici”. Questo evento, spiega il WEF, favorirebbe infatti il verificarsi di eventi  meteorologici estremi, della perdita di biodiversità e, indirettamente, anche di crisi sociali legate alla carenza di cibo. Non si tratta peraltro di una possibilità remota: i 742 esperti intervistati per questo report hanno indicato il fallimento delle politiche sul clima come il terzo evento più probabile entro i prossimi dieci anni, subito dopo le migrazioni non volontarie su grande scala (già in atto) e gli eventi meteorologici estremi (già parzialmente in atto). Da notare che, nella classifica di probabilità dei rischi globali contenuta nel report dell’anno scorso, questo evento non figurava nemmeno tra i primi cinque. Il report completo 2016 e la piattaforma interattiva sono disponibili all’indirizzo http://wef.ch/risks2016