Corporate Social Responsibility

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La Corporate Social Responsibility (CSR), rappresentando la responsabilità per l’impatto sulla società civile, è per le imprese, e lo sarà sempre più, una scelta strategica per la crescita e per la fidelizzazione dei clienti.

Per soddisfare appieno la responsabilità sociale è necessario, come sottolinea la Commissione Europea, che le imprese mettano in atto un complesso percorso tecnico-organizzativo che comprenda, integrandoli, aspetti che spaziano dalle questioni sociali al rispetto per l’ambiente, dalla salvaguardia delle risorse alle ragioni etiche, dai diritti inalienabili dell’uomo all’attuazione di politiche di inclusione, lungo tutto il loro processo produttivo: dall’approvvigionamento delle materie prime, alla commercializzazione dei propri prodotti.

Recenti studi hanno dimostrato che i consumatori, soprattutto le nuove generazioni, sono molto attenti a questi aspetti e, secondo uno studio di mercato condotto dalla società di ricerca Ipsos, due giovani consumatori su tre ritengono che nel futuro le aziende dovrebbero operare secondo le finalità dettate dalla CSR.

I risultati di questo studio altro non fanno che confermare quanto rilevato dal Rapporto GreenItaly 2017 il quale evidenzia come le imprese che hanno effettuato investimenti nella logica di quello che possiamo definire principio di reciprocità, inteso come binomio inscindibile della protezione dell’ambiente e della salvaguardia delle risorse, hanno incrementato il loro fatturato in misura maggiore rispetto a quelle che, nella stessa logica, non hanno effettuato investimenti.

E’ utile osservare che il vantaggio economico si è manifestato sia nel mercato nazionale, sia nelle esportazioni, a testimonianza che nel nostro Paese la tendenza di comportamento dei consumatori si allinea a quella internazionale. Questi ultimi, con una percentuale rispettivamente pari al 64% (dato nazionale) e al 68% (dato globale), ritengono che il successo debba, inevitabilmente, passare attraverso la responsabilità sociale che le imprese sapranno adottare.

Non solo, ma nei giovani, emerge anche un altro aspetto da non sottovalutare e riguarda la scelta lavorativa dei millennials, i quali, per i due terzi, tenderebbero a escluderebbe le aziende che non operano nella sostenibilità. Stiamo parlando di giovani che stanno affacciandosi solo oggi al mondo del lavoro e che, quindi, potranno mutare la loro scelta di pensiero di fronte alla situazione della reale occupazione giovanile del nostro Paese, anche se è sempre possibile siano i migliori, favoriti da una maggior possibilità occupazionale, a mettere in pratica tale esclusione.

Già oggi, molti grandi gruppi, che attuano programmi di responsabilità sociale, stanno anticipando i tempi attuando azioni mirate per poterli attrarre, facendo leva proprio su politiche sociali e sostenibilità. Per le medio-piccole realtà produttive, che caratterizzano il patrimonio industriale nazionale, la realtà è un po’ diversa, e solo quelle strutturate con un buon management nell’ambito delle risorse umane sono attente alla sostenibilità, tanto che nel 2018 oltre il 90% di esse hanno investito in politiche sociali e ambientali.

Questo è un segnale importante per l’imprenditoria del Paese e, per l’anno appena iniziato, consente di formulare l’auspicio di una crescita organizzativa e formativa delle risorse umane, vero volano di un successivo sviluppo sostenibile, sia ambientale che sociale.

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