Valutazione quantitativa dei difetti del caffè tostato mediante tecniche di spettroscopia

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Ad oggi, l’analisi della composizione chimica e la valutazione sensoriale costituiscono i metodi maggiormente applicati per il controllo qualità del caffè tostato e macinato. Tuttavia, l’interesse, da parte dell’industria del settore, per la disponibilità di metodologie più rapide è in continuo aumento.

In questo contesto, in uno studio recente, effettuato da un gruppo di ricercatori internazionali (Dias et al., 2018), viene proposto l’utilizzo della spettroscopia fotoacustica ad infrarossi (FTIR-PAS) per valutare, in modo quantitativo, la presenza di difetti nel caffè tostato e macinato. Pertanto, fave caratterizzate da difetti specifici sono state miscelate con fave integre appartenenti alle varietà Coffea arabica (Arabica) e Coffea canephora (Robusta).

Le miscele così ottenute sono state, quindi, sottoposte a tostatura media (corrispondente ad una perdita di peso del 17%, ed un valore di luminosità, L*, compreso tra 22 e 26) e macinazione. I risultati evidenziano che applicando l’analisi statistica multivariata (metodi PCA, analisi delle componenti principali, e PLS-DA, minimi quadrati parziali) agli spettri FTIR-PAS si ottiene una differenziazione dei campioni soddisfacente.

In particolare, è stato possibile classificare il 100% dei prodotti in quattro classi differenti, in funzione della presenza dei difetti. Concludendo, gli autori sostengono che il metodo proposto è utilmente utilizzabile per caratterizzare miscele di caffè differenti dal momento che non è solamente accurato, semplice e rapido, ma anche più rispettoso dell’ambiente rispetto ai metodi tradizionali.

Riferimenti bibliografici

R.C.E. Dias et al., Food Chemistry, 255, 2018, 132-138.

 

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