La globalizzazione diminuisce la sicurezza alimentare

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Nella brochure sul Futuro della sicurezza alimentare, la FAO afferma che la globalizzazione mette a rischio la sicurezza dei prodotti alimentari e di riflesso delle popolazioni dei Paesi meno avanzati nonché delle popolazioni la cui alimentazione dipende in larga parte dalle importazioni di ingredienti ed alimenti finiti.

Lo testimonia l’aumento dei casi di malattie trasmissibili con gli alimenti. Gli scambi commerciali creano situazioni dove prodotti non sicuri di un determinato Paese danneggiano la salute non solo della popolazione locale, ma anche delle popolazioni dove i prodotti sono esportati.

I produttori dei Paesi in via di sviluppo hanno difficoltà a rispettare gli standard di sicurezza previsti per gli scambi internazionali, le autorità incaricate dei controlli hanno giurisdizione solo nel proprio Paese, i grandi volumi movimentati, la molteplicità delle origini, la mancanza di personale qualificato rendono insufficienti e sommari i controlli in dogana.

I principali problemi riguardano le contaminazioni chimiche e microbiologiche che sfociano in malori, richiami di prodotto, diminuzione della fiducia da parte dei consumatori con un notevole impatto socioeconomico su territori ed aziende coinvolte. FAO afferma che anche in questi Paesi è necessario passare dall’attuale approccio reattivo ad un approccio di prevenzione dei rischi.

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