Proprietà antibatteriche del polietilene a bassa densità rivestito con nanoparticelle di ossido di zinco

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Le recenti innovazioni nell’industria alimentare hanno trasformato gli imballaggi passivi, che sono semplicemente dei contenitori o meglio delle barriere con funzione isolante dall’ambiente esterno, in un elemento attivo, che agisce principalmente contro i microrganismi potenzialmente responsabili del deperimento degli alimenti durante tutte le loro varie fasi di vita: lavorazione, imballaggio, spedizione, immagazzinamento e distribuzione.

Per estendere il più possibile il tempo di conservazione degli alimenti confezionati, lo sviluppo di nuovi materiali antibatterici è diventato importantissimo. Le pellicole antibatteriche attive sono costituite da materiali polimerici in cui sono incorporati degli additivi aventi elevate proprietà antibatteriche, in grado cioè di controllare la crescita dei microrganismi patogeni e responsabili del deterioramento degli alimenti.

Tra gli additivi usati per la preparazione di queste pellicole vi sono sia ossidi metallici come l’ossido di titanio, l’ossido di zinco, l’ossido di calcio e l’ossido di magnesio sia metalli puri come l’argento e l’oro. Tutte queste sostanze vengono usate grazie alle loro interessanti proprietà, che sono, oltre alle caratteristiche antibatteriche, un’elevata stabilità chimica, un’elevata robustezza e una lunga durata rispetto agli agenti antibatterici organici.

In particolare, l’argento è già ampiamente usato nei materiali antibatterici per l’imballaggio alimentare, grazie alla sua elevata tossicità contro molti microrganismi.

Il presente è un’anticipazione dell’articolo che uscirà sul prossimo numero  della Rivista Macchine Alimentari. Per avere maggiori informazioni potete scrivere a redazione@macchinealimentari.it

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