Confronto tra diversi approcci innovativi per migliorare l’efficienza energetica del processo di tostatura del caffè

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La tostatura del caffè è un processo che richiede un significativo apporto energetico e comporta lo scarico in atmosfera di una grande quantità di calore a temperature medio-alte. La maggior parte di tale calore è rilasciato dal postbruciatore, necessario per rimuovere dai gas di scarico i composti organici volatili ed altri inquinanti.

In uno studio recente, effettuato da un gruppo di ricercatori internazionali (Panteleo et al., 2018), il recupero del calore disperso dal processo di tostatura del caffè attraverso metodi basati sull’accumulo dell’energia termica (TES) e sui cicli Rankine organici (ORCs) è stato confrontato con quello che prevede l’impiego di un metodo di cogenerazione (CHP) con microturbine a gas (MGTs).

In particolare, i differenti approcci sono stati analizzati dal punto di vista dei bilanci di materia e di energia, mentre la profittabilità di ogni scenario è stata investigata utilizzando una metodologia standard di valutazione dei costi. Il caso di studio coinvolge uno dei più grandi impianti di tostatura italiani, con una capacità produttiva pari a 3000 kg/h di caffè.

I risultati dimostrano che la profittabilità dei differenti scenari è fortemente influenzata dai prezzi del gas naturale e dell’elettricità, oltre che dalla capacità dell’impianto. Concludendo, gli autori sostengono che l’applicazione della CHP mediante MGT costituisca un approccio più economicamente conveniente rispetto alla soluzione basata sull’impiego di sistemi TES/ORC, più sensibili ai costi di energia elettrica/gas naturale.

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