L’Italia notifica alla Commissione UE la NutrInform Battery

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L’Italia ha notificato alla Commissione europea la bozza di Decreto che propone un nuovo sistema volontario di evidenziazione dei nutrienti sulle etichette degli alimenti. Il sistema prevede di abbinare alle informazioni, già presenti volontariamente sul fronte della confezione, la NutrInform Battery, una segnalazione simile a quella del grado di carica di una batteria, che evidenzia la percentuale dell’apporto di calorie, grassi, zuccheri e sale rispetto alla quantità giornaliera raccomandata.

Se accettata in ambito UE, l’apposizione della NutrInform Battery sarebbe comunque volontaria e non applicabile ai prodotti tutelati da DOP, IGP e STG, che, in quanto regimi assoggettati al Reg. n.1151/2012/UE, sono riconosciuti dal consumatore grazie al marchio di qualità che li contraddistingue. Il testo del Decreto italiano è stato stilato in applicazione dell’art.35 del Reg. n.1169/2011/UE che consente agli Stati membri di adottare forme di espressione in etichetta atte a facilitare la comprensione delle caratteristiche nutrizionali di un alimento.

Il considerando n.34 del suddetto Regolamento evidenzia come tali informazioni nutrizionali supportano ma non sostituiscono specifiche azioni dietetiche previste dalle politiche sanitarie pubbliche. Il considerando n.43 le indica come elementi che non sostituiscono la dichiarazione nutrizionale ma aiutano il consumatore a comprenderla meglio. Il sistema individuato si affianca agli orientamenti suggeriti dall’High Level Group on Nutrition and Physical Activity presso la Commissione europea.

Nel 2018 il sistema è stato sottoposto all’attenzione di 1500 consumatori italiani; nel 2019 vi è stata una indagine confermativa condotta da CREA su un panel di 300 consumatori che hanno compilato un Nutrition Knowledge Questionnaire. Nel notificare il Decreto, l’Italia ha auspicato che, nel rispetto del principio del mutuo riconoscimento, nei Paesi UE dove sono già in uso forme di etichettatura volontaria similari, la grande distribuzione accetti la variante italiana e non costringa i produttori ad utilizzare il sistema adottato dal mercato di destinazione del prodotto.

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