Cambiamenti climatici e pandemie, quale relazione?

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L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha pubblicato una lista di domande e risposte riguardanti i possibili legami tra cambiamenti climatici e Covid-19.

Il documento chiarisce, ad esempio, che pur non essendovi alcuna prova che mette in relazione i cambiamenti climatici e l’insorgenza o la trasmissione della malattia, le mutazioni del clima possono “influenzare indirettamente la risposta di Covid-19, in quanto minano i determinanti ambientali della salute e sottopongono a ulteriore stress i sistemi sanitari”.

I “determinanti della salute” sono tutti i fattori ambientali – biologici, chimici, fisici, ma anche sociali o culturali – che possono influenzare in qualche modo lo stato di salute delle persone. Uno degli effetti indiretti potrebbe, ad esempio, coinvolgere la disponibilità d’acqua.

I cambiamenti climatici, infatti, mettono a rischio la possibilità di molte popolazioni di avere a disposizione acqua per il consumo, la produzione di cibo, l’igiene personale e l’assistenza medica, il che evidentemente può avere effetti significativi quando si deve affrontare una pandemia globale. Anche mettere sotto pressione l’ambiente può generare effetti negativi dato che favorisce lo sviluppo di epidemie.

“Quasi tutte le pandemie recenti” – spiega l’Oms – hanno origine dalla fauna selvatica, e vi sono prove che l’aumento della pressione umana sull’ambiente naturale può guidare l’emergere di malattie. […] Una migliore sorveglianza delle malattie infettive nella fauna selvatica, negli allevamenti e nell’uomo, nonché una maggiore protezione della biodiversità e dell’ambiente naturale dovrebbero ridurre i rischi di future epidemie”.

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