Misure di contenimento Covid-19 negli stabilimenti di produzione alimentare

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Il lockdown disposto a causa dell’emergenza Covid-19 ha imposto limiti e restrizioni in numerosi settori produttivi.  Le attività di produzione agroalimentare, visto il loro ruolo essenziale, non hanno mai interrotto la propria operatività, affrontando tuttavia complesse sfide quotidiane, lavorando diligentemente per prevenire o contenere il rischio di contagio tra i lavoratori, garantendo la continuità, proteggendo le linee di approvvigionamento e assicurando ai consumatori l’accesso a forniture alimentari adeguate e sicure.

Paola Cane

A partire dal 14 marzo le aziende alimentari hanno adottato il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, volto a garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro, al quale si sono aggiunte le linee guida per la sicurezza delle aziende alimentari dell’OMS emanate il 7 aprile.

Mano a mano che si delinea l’inizio della cosiddetta “Fase due”, che comporterà l’allentamento delle misure di lockdown e la riapertura di altre attività produttive, è bene che le aziende alimentari continuino ad implementare, mantenere e addirittura rafforzare le procedure igienico sanitarie e di sicurezza.

Vediamo, ad oggi, quali sono le principali misure di profilassi da osservare, fino a diverse indicazioni delle autorità:

  • accesso in azienda – Anche in azienda, rimane centrale la capacità di riconoscere tempestivamente i sintomi in modo da poter assicurare ai soggetti malati assistenza medica e ridurre al minimo il rischio di infezione tra colleghi. Gli operatori del settore alimentare devono fornire una guida scritta per il personale sulla segnalazione di tali sintomi e vitare l’accesso o la permanenza in azienda a chiunque abbia la temperatura superiore a 37,5 °C o altri segni di influenza. Anche le procedure di accesso delle merci, carico e scarico, dovranno essere eventualmente riviste, onde minimizzare il rischio di contaminazione durante tali fasi o l’ingresso di materiali contaminati in stabilimento.
  • igiene personale – È indispensabile che l’industria alimentare mantenga misure di igiene personale adeguate al rischio Covid19, formando e aggiornando il personale sulle pratiche necessarie per eliminare o ridurre il contagio non solo tra persone, ma anche per evitare che superfici e materiali di imballaggio possano essere veicolo di contaminazione. Incentivare presso tutti i lavoratori l’igiene frequente delle mani e degli avambracci, lasciando a disposizione abbondanti prodotti per la disinfezione delle mani è fondamentale. Implementare l’uso dispositivi di protezione individuale (DPI), quali maschere e guanti e, ove possibile, protezioni per gli avambracci e camici usa e getta è una misura efficace per la diffusione del virus, ma è necessario che gli stessi siano utilizzati correttamente e non in sostituzione dell’igiene personale e delle mani. E’ raccomandabile fornire istruzioni precise, anche attraverso affissioni negli spogliatoi e nei bagni per l’uso, la rimozione e lo smaltimento dei DPI poiché la fase di svestizione, se effettuata male, è particolarmente a rischio.
  • igiene degli ambienti – I locali dovranno essere oggetto di pulizia e disinfezione ad ogni cambio turno e dovranno essere previste procedure di sanificazione straordinaria periodica. Pulizia e disinfezione Dovranno essere effettuati a fine turno non solo sulle macchine alimentari e le superfici a diretto contatto con gli alimenti, ma anche su tastiere, schermi touch, maniglie, pulsanti apri porta e su ogni superficie soggetta a frequente contatto con gli operatori. Nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si dovrà procedere alla pulizia e sanificazione secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione.
  • distanziamento interpersonale– Onde evitare assembramenti e garantire il rispetto delle distanze di sicurezza interpersonali, le aziende alimentari dovrebbero seguire le indicazioni per implementare il distanziamento fisico, anche nei locali comuni, nelle mense e negli spogliatoi. Nell’ambiente produttivo il distanziamento potrebbe richiedere misure complementari che possono comportare cambiamenti anche significativi dell’organizzazione del lavoro e del layout dello stabilimento: può essere utile sfalsare le postazioni di lavoro su entrambi i lati delle linee di lavorazione in modo da distanziare maggiormente i lavoratori, così come può essere necessario scaglionare gli orari di ingresso e uscita e rimodulare turni del personale, avvalendosi il più possibile del lavoro a squadre fisse, evitando cioè l’interazione tra le squadre, per limitare la diffusione del virus nel caso di insorgenza di positività tra i lavoratori.

E’ bene che tutte queste misure siano oggetto di accurate comunicazioni, rivolte al personale interno ed esterno dell’azienda, affinché tutti siano accuratamente formati, motivati e costantemente aggiornati su come prevenire la diffusione del virus.

Non abbassare la guardia è oltremodo necessario, perché senza sicurezza il rischio di nuovi focolai sarà elevato e l’attenuamento delle  misure precauzionali rischia di vanificare il già poderoso sforzo fatto fino ad ora. Il mantenimento dell’efficienza del settore alimentare è una funzione essenziale a cui devono contribuire responsabilmente tutte le parti interessate lungo la filiera, affinché non si manifestino problematiche di food safety (sicurezza e salubrità degli alimenti), di food security (accesso al cibo) e si mantenga elevata la fiducia dei consumatori nell’integrità della catena alimentare.

 

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