Imparare dal 2020 per trarre profitto nel 2021

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Paul Lerigo, Marketing Manager, Divisione Ispezione Prodotti di Mettler-Toledo.

Saranno davvero in pochi, nel mondo, a rimpiangere il 2020. La pandemia di COVID-19 ha lasciato un segno indelebile sul modo in cui viviamo e lavoriamo. Gli eventi dell’anno hanno lanciato messaggi forti e chiari alle aziende del settore alimentare, e la principale lezione che ne possiamo trarre riguarda la necessità di adattarsi. Solo così, infatti, è possibile affrontare in modo tempestivo ed efficace gli improvvisi cambiamenti nelle circostanze e nella domanda del mercato.

di Paul Lerigo, Marketing Manager, Divisione Ispezione Prodotti di Mettler-Toledo

La flessibilità nelle tipologie di prodotti e nei formati si è dimostrata cruciale. Rispetto ai consumi alimentari, la pandemia e i conseguenti lockdown nazionali hanno determinato la comparsa di nuovi trend e l’accelerazione dei trend esistenti. Per esempio, la chiusura di ristoranti e strutture ricettive ha causato una drastica riduzione dei pasti consumati fuori casa. Con il crollo della domanda legata all’approvvigionamento dei servizi di ristorazione e catering, non ha più avuto senso continuare a confezionare e imballare prodotti alimentari in grandi quantitativi. D’altro canto, i consumatori si sono trovati a trascorrere molto tempo in casa, comprese le ore di lavoro, e hanno iniziato a richiedere prodotti adatti al nuovo stile di vita, come alimenti più salutari per una routine più sedentaria o una maggiore quantità di ingredienti con cui sbizzarrirsi in cucina.

Troviamo un ottimo esempio di questo fenomeno nel Regno Unito. Negli ultimi anni, grazie all’influenza di un programma televisivo (The Great British Bake Off), moltissime persone hanno iniziato a dedicarsi alla preparazione casalinga di prodotti da forno. Questo trend ha subito un’incredibile accelerazione con il lockdown del marzo 2020, quando è parso che tutta la nazione intendesse superare la pandemia a colpi di pane e dolci fatti in casa. È stato presto evidente come la filiera non fosse in grado di gestire questa improvvisa impennata nella domanda di determinati ingredienti da parte dei consumatori. Mentre nei supermercati gli scaffali rimanevano vuoti, è emerso che i mulini disponevano di farine in abbondanza, ma non avevano un numero sufficiente di piccole confezioni adatte alla vendita al dettaglio.

Questo esempio illustra bene la rapidità con cui possono verificarsi i cambiamenti. I produttori del settore alimentare hanno scoperto che devono essere sempre pronti a cambiare rapidamente direzione. Perché ciò sia possibile, le linee produttive devono essere flessibili. Molte aziende hanno quindi valutato soluzioni per integrare nelle proprie linee di produzione le tecnologie di ispezione prodotti (come rivelazione di metalli, ispezione a raggi-X, controllo peso e ispezione visiva) in modo da assicurare sia la flessibilità della produzione, sia la conformità ai requisiti di sicurezza alimentare.

Un’altra conseguenza dell’epidemia di COVID-19 per l’industria alimentare, così come per molti altri settori, è rappresentata dalle restrizioni legate al distanziamento sociale, che hanno riguardato i luoghi di lavoro e i contatti diretti tra le persone. Da un lato, le misure hanno influenzato i livelli di personale presente negli stabilimenti, nonché le linee guida operative nel momento in cui si è incoraggiato, ove possibile, il lavoro a distanza. Dall’altro, quando le aziende si sono messe alla ricerca di tecnologie per migliorare le prestazioni delle linee produttive, non hanno avuto la possibilità di partecipare a fiere di settore, come Interpack, dove potersi confrontare con i fornitori. Inoltre, in generale, non è stato possibile organizzare dimostrazioni in presenza.

Gli sviluppatori di tecnologie, per esempio quelli nel campo dell’ispezione prodotti, sono stati costretti a sfruttare mezzi digitali e virtuali per superare queste nuove barriere e consentire alle aziende alimentari di valutare comunque in modo adeguato se le soluzioni proposte fossero adatte alle loro esigenze. Il risultato è stato una massiccia offerta di fiere virtuali, seminari online e dimostrazioni digitali, tutti a prova di COVID-19.

Voltare pagina verso il 2021

Mentre ci affacciamo al 2021, l’epidemia di COVID-19 rimane un fattore di enorme rilevanza in molte parti del mondo, e ci si aspetta che continuerà a creare tensioni per l’industria alimentare almeno nella prima metà dell’anno. In Europa, un altro importante fattore di influenza sarà probabilmente rappresentato dalla Brexit con le sue ricadute. Nel momento in cui scriviamo, Regno Unito e UE non hanno raggiunto un accordo commerciale e perdura, quindi, l’incertezza sulle future relazioni tra le due entità.

Ciò che è sicuro è che le aziende del settore alimentare, sia che importino prodotti dall’UE sia che esportino, avranno necessità sempre maggiori di dar prova della Due Diligence per i propri prodotti e di dimostrarne la conformità in termini di tracciabilità e sicurezza alimentare. Sempre a causa della Brexit, è inoltre possibile che i produttori debbano assorbire costi crescenti che i partner della filiera sono riluttanti a sostenere, per esempio per l’approvvigionamento di ingredienti da fornitori alternativi. Le aziende alimentari cercheranno risposte in tecnologie che rendano la produzione più flessibile ed efficiente, ma non compromettano il controllo o la visibilità sugli standard di sicurezza ed etichettatura.

Data l’importanza senza precedenti assunta dal lavoro a distanza, le tecnologie per facilitarne la realizzazione, come le reti virtuali, diventeranno rapidamente più sofisticate. Si tratta di un processo che era già in corso, ma in ambiti come la robotica, l’automazione e l’intelligenza artificiale si assisterà a un salto tecnologico. È tutt’altro che scontato che le tradizionali fiere di settore tornino a essere come le abbiamo sempre conosciute. Si stanno già spostando online, e lo stesso sta avvenendo per le dimostrazioni dei prodotti.

Con i negozi chiusi o sottoposti a restrizioni per assicurare il distanziamento sociale, sono destinati ad aumentare anche gli acquisti online e, per il settore alimentare, ciò potrebbe comportare il rischio che nel mercato trovino spazio prodotti non autorizzati o non sicuri. I consumatori si renderanno presto conto dell’importanza della conformità ai requisiti di sicurezza alimentare e orienteranno la loro fedeltà verso marchi i cui prodotti abbiano provenienza certa. In questo campo, i sistemi di ispezione prodotti possono fare la differenza in modo misurabile.

Lo stesso vale per le aziende alimentari che intendono migliorare le proprie credenziali in termini di sostenibilità. Ciò è possibile grazie ai sistemi più recenti, che possono contribuire a ridurre l’impronta di carbonio netta, portandola vicina allo zero, e svolgono un ruolo nella misurazione delle emissioni lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. Una maggiore enfasi sarà posta anche sulle risorse umane, con aziende che razionalizzeranno, ottimizzandolo, ciò di cui dispongono, che investiranno nei giovani e che andranno a caccia di idee creative per assicurarsi nuove scoperte e innovazioni.

È chiaro che le sfide poste dal 2020 non scompariranno da un giorno all’altro. Assieme ad altre nuove sfide, continueranno a mettere alla prova l’industria alimentare nel 2021. Non viviamo in un mondo in cui tutto è prevedibile, e la pandemia di COVID-19 ci ha dimostrato che le cose possono cambiare da un momento all’altro. I produttori del settore alimentare devono essere pronti ad adeguarsi al cambiamento con minimi disagi e, per farlo, è necessario che adottino una mentalità flessibile, considerino come un’opportunità la continua evoluzione dei trend di prodotto e investano in tecnologie intelligenti, in grado di proiettarli in questo futuro incerto.

“L’unica costante nella vita è il cambiamento”: il 2020 ha dimostrato la verità di questo famoso detto come raramente è accaduto in passato. I produttori del settore alimentare devono essere pronti ad adattarsi a qualsiasi cosa succeda e, in questo, possono trovare ausilio nella tecnologia.

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