Effetto dell’alimentazione addizionata con vitamina C sul profilo degli acidi grassi di carne di pollo

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Nonostante sia ben noto il fatto che l’utilizzo della vitamina C (acido ascorbico) nei mangimi sia un nutriente in grado di migliorare le performance degli allevamenti, le informazioni relative agli effetti del suo impiego sulla qualità di specifiche tipologie di carne sono ancora limitate.

In questo contesto, lo scopo di uno studio recente, effettuato da un gruppo di ricercatori iraniani (Tavakoli et al., 2020), è stato quello di valutare l’impatto dell’inserimento di 3 differenti livelli di acido ascorbico (0, 200 e 400 mg/kg) nella dieta sul profilo degli acidi grassi del petto di pollo.

In particolare, la ricerca è stata svolta in 4 ripetizioni, per la durata di 42 giorni, su un campione completamente randomizzato di 10 pulcini per gabbia, per un totale di 120 pulcini maschi, del tipo ibrido commerciale Ross 308. L’analisi dei dati è stata condotta impiegando un software di analisi statistica, mentre la comparazione dei valori medi è stata eseguita utilizzando il test di comparazione multipla di Duncan, con probabilità di errore pari al 5%.

I risultati dimostrano che l’aggiunta della vitamina C, ad un livello pari a 200 mg/kg, provoca una diminuzione della quantità degli acidi grassi saturi (come acido miristico, acido palmitico ed acido stearico) ed un incremento di quella degli acidi grassi insaturi (come acido linoleico, acido cis-11,14-eicosadienoico ed acido cis-11,14,17-eicosatrienoico).

Dal momento che tutto ciò è positivo per la salute dei consumatori, concludendo, gli autori suggeriscono l’utilizzo dell’acido ascorbico come strumento utilmente utilizzabile per migliorare la qualità nutrizionale del petto di pollo.

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