Piante tropicali ed alimenti sostenibili

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Dalle piante tropicali è possibile ricavare alimenti nutrienti e sostenibili. Il 43% del territorio terrestre non coperto da ghiacci e deserti è utilizzato a fini agricoli.

Le coltivazioni intensive causano il 26% delle emissioni di gas serra antropogeniche. L’umanità si ciba prevalentemente di grano, riso, zucchero e mais. Sono materie prime con un buon apporto calorico ma povere di nutrienti.

Avendo caratteristiche nutrizionali interessanti, frutti ed altre parti commestibili delle piante tropicali possono contribuire a diversificare l’alimentazione di popolazioni nutrizionalmente a rischio. Per esempio il camu-camu (Myrciaria dubia), frutto di un arbusto fluviale del bacino amazzonico, ha un contenuto di vitamina C di 54 volte superiore a quello delle arance; le noci del Brasile (Bertholletia excelsa) hanno un’alta concentrazione di selenio; diverse altre piante tropicali hanno un contenuto rilevante di vitamina A.

Oggi questi prodotti sono utilizzati quasi solo da popolazioni rurali che li ricavano da piante selvatiche o da piccole colture insediate in sistemi agroforestali. Se tali colture fossero più strutturate le aziende agricole potrebbero integrare e diversificare il reddito. Una ricerca condotta in Camerun e Nigeria ha dimostrato la validità di questa ipotesi, in particolare la coltivazione di piante tropicali edibili ha ridotto la migrazione dalle zone rurali verso le città, favorito l’occupazione nelle campagne e nell’indotto (attività di trasformazione, confezionamento e spedizione dei prodotti).

Per contro, un’eccessiva espansione di queste produzioni potrebbe causare deforestazione ed incrementare le emissioni di CO2. L’aumento dei prezzi al crescere della domanda potrebbe attirare la criminalità organizzata, mentre una loro brusca diminuzione metterebbe in difficoltà gli agricoltori privi di capacità e strumenti per adeguare la produzione alle richieste del mercato internazionale. Un altro ostacolo è l’insicurezza dei diritti di proprietà fondiaria. La coltivazione di questo tipo di piante richiede investimenti di lungo periodo, la classificazione delle specie utilizzate ed un sistema formale di consegna di semi certificati.

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