Nastri trasportatori food grade

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Easy to clean, tecnologia costruttiva che prevede materiali conformi alla normativa vigente con documentazione a corredo.

Washdown, easy to clean, hygienic design. Tre standard costruttivi proposti da MH per garantire la sicurezza degli alimenti.

Material Handling è un’azienda italiana che da tre decenni fornisce soluzioni di trasporto e movimentazione per qualsiasi settore industriale, tra cui quello alimentare. Grazie al design modulare, i sistemi sono completamente intercambiabili e facilmente integrabili nelle linee esistenti, e oltre ai nastri trasportatori comprendono sistemi di accumulo, elevatori/discensori, unificatori, manipolatori, smistatori.

Nel suo lavoro di progettazione e costruzione MH ha sempre riservato molta attenzione sicurezza alimentare, tema di grande importanza anche per tutti gli altri attori della filiera: dagli utilizzatori delle macchine ai consumatori. Il tema della sicurezza alimentare è fondamentale anche per le istituzioni e i legislatori, i quali nel corso degli anni hanno prodotto normative e linee guida per la progettazione dei macchinari destinati al food & beverage.

Hygienic design, standard costruttivo da scegliere per il trasporto di alimenti con rischio elevato di formazione batterica.

Punto di riferimento è la normativa europea 1935/2004, la quale dice che i materiali non devono trasferire agli alimenti residui pericolosi per la salute umana né indurre modifiche delle caratteristiche organolettiche. Ogni Stato membro può integrare tale normativa con misure nazionali, anche perché “la normativa si riferisce solo alle caratteristiche richieste ai materiali che vanno a diretto contatto con gli alimenti, ma non stabilisce standard costruttivi specifici, che derivano piuttosto dalla necessità di impedire la contaminazione dei prodotti durante l’uso dei macchinari”, spiega Luca Fontana, direttore commerciale Material Handling.

“Il fatto che l’onere di garantire una corretta sanificazione degli impianti ricada sull’utilizzatore ha portato, come diretta conseguenza, all’evoluzione delle specifiche di progetto da parte delle aziende alimentari che hanno poi coinvolto anche noi costruttori di macchine. Un approccio molto diffuso, che però comporta notevoli aggravi di costo, tempi di progettazione e manutenzione dei macchinari”.

I trasportatori washdown prevedono materiali e accorgimenti adatti al lavaggio con acqua e detergenti.

Tecnologie per alimenti confezionati e no

Material Handling realizza nastri trasportatori conformi alle normative, ma offre anche al cliente la possibilità di salvaguardare il valore dell’investimento. Secondo una metodologia collaudata, propone tre possibili standard costruttivi: washdown, easy to clean, hygienic design. “Questo per quanto riguarda i prodotti cosiddetti “nudi”, perché invece i nastri per prodotti confezionati prevedono strutture d’alluminio o ferro verniciato che rispettano tutti i requisiti normativi”, spiega Fontana.

I trasportatori washdown sono costruiti con materiali e accorgimenti adatti al lavaggio con acqua, ed eventualmente detergenti, ma il fine ultimo è garantire la vita della macchina in quanto posizionati in zona bianca. Struttura e accessori sono realizzati in acciaio inox, mentre i motori elettrici e gli accessori pneumatici prevedono componenti anche standard con semplici protezioni nei confronti degli schizzi. Sono adatti al trasporto di prodotti da semiconfezionati a confezionati, ed eventualmente al contatto occasionale in caso di perdite dalla confezione.

Easy to clean è una metodologia costruttiva che rappresenta un ulteriore passo avanti rispetto alla precedente. Oltre a possedere le caratteristiche tipiche della tecnologia washdown, il design facilita lo smontaggio per consentire una pulizia programmata o frequente. E’ un compromesso che consente il trasporto di alimenti non confezionati senza rischi di formazione di carica batterica. Quando il trasporto degli alimenti comprende un forte rischio di formazione batterica, invece, è ideale l’hygienic design. “Si tratta di uno standard costruttivo che prevede l’ampia accessibilità a tutte le parti di una macchina”, continua Fontana, “e che richiede una mediazione con le normative sulla sicurezza.

Speciali sono viteria e distanziali, con guarnizioni adatte a impedire qualsiasi accoppiamento tra superfici piane. Le macchine non hanno filetti visibili, né superfici orizzontali o peggio ancora concave con il rischio di ristagno del liquido di lavaggio. L’applicazione più tipica è il trasporto di prodotti nudi (carni o formaggi, per esempio). E non è un caso che le indicazioni costruttive derivino direttamente dalla normativa americana USDA sviluppata proprio per questi comparti”.

 

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