Nel futuro dei materiali cellulosici c’è la cromatogenesi

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La cromatogenesi applicata ai materiali cellulosici potrebbe sostituire l’accoppiamento con uno strato di film plastico o l’uso dei PFAS (sostanze perfluoroalchiliche utilizzate in campo industriale per rendere i prodotti impermeabili all’acqua e ai grassi).

Cellulotech, una società canadese di specializzata in scienza dei materiali, ha sviluppato un processo che rende i materiali cellulosici resistenti ad acqua, grasso, ossigeno e vapore. Il prodotto finito non è penalizzato in termini di riciclo, compostabilità, idoneità al contatto con gli alimenti. La cromatogenesi è una reazione chimica che innesta acidi grassi a catena lunga su substrati come carta, amido, minerali.

Rende questi materiali apolari e pertanto impermeabili all’acqua.  Si utilizzano 2 mg di reagente per ogni metro quadrato di superficie da trattare per un costo di 0,02 centesimi al metro quadrato. Infatti un chilogrammo di reagente costa meno di € 10. Il processo non aggiunge alla carta uno strato di un materiale diverso ma genera legami permanenti sulla superficie trattata.

La carta resta un monomateriale e può diventare in alcuni casi un valido sostituto della plastica. Il processo per rendere la carta apolare utilizzando acidi grassi a catena lunga è stato messo a punto un secolo fa ma non è mai stato utilizzato perchè prevedeva l’uso di un solvente ed era lungo e complesso.

Cellulotech ha messo a punto un processo più rapido e senza l’uso di solventi. Il primo impianto pilota è stato sviluppato dieci anni fa ma non si era arrivati al risultato atteso. Nel 2020 l’azienda ha cambiato approccio ricorrendo alla ingegneria chimica e rendendo possibile l’applicazione su foglio di carta o cartoncino, cartone ondulato e oggetti.

Cellulotech è stato approvato per il contatto con gli alimenti in alcuni Paesi dove potrebbe sostituire i rivestimenti in PE negli imballaggi alimentari monouso, alcune categorie di imballaggi di plastica o la politenatura degli astucci per surgelati. Permette inoltre di ridurre la grammatura di carte e cartoni. L’azienda sta sperimentando questa tecnologia anche su tessuti e legno. Per la produzione industriale sarà necessario aspettare ancora due anni.