Una conference nata per approfondire l’anima bivalente di uno studio di shelf-life

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Shel-life significa vita commerciale di un prodotto, ovvero il tempo limite entro il quale il progredire dei singoli eventi reattivi determina modificazioni impercettibili di tipo sensoriale e comunque accettabili per quanto concerne la sicurezza d’uso. Uno studio di shelf life mira a fornire la corretta scadenza dell’alimento, mettendo in correlazione parametri microbiologici, chimico-fisici ed organolettici.

La shelf-life di un prodotto è un progetto di studio che abbraccia ogni singolo aspetto ed ogni singola sfaccettatura, e permette di immettere sul mercato un alimento sicuro al consumo, perfettamente noto a chi lo produce. Da un rapido sguardo ai principali schemi di certificazione volontaria GFSI ci si accorge che oltre alla shelf-life primaria, vi è una crescente ed implicita richiesta della valutazione della shelf-life secondaria, ovvero la durata di un prodotto aperto e non interamente consumato.

L’EFSA (Autorità per la Sicurezza Alimentare) ha emanato a fi ne 2020 delle linee guida sulle modalità di determinazione della data di scadenza e del termine minimo di conservazione, al fine di poter, attraverso una corretta informazione al consumatore, ridurre lo spreco alimentare e l’impatto ambientale conseguente. Il primo intervento illustrerà ai presenti le parti salienti della linea guida e gli intenti del prossimo futuro dell’UE in tale ambito.

Si tratteranno inoltre i temi dell’impatto del packaging sulla conservabilità del prodotto e la sua sensorialità attraverso studi che forniranno ottimi input sullo stato dell’arte egli scenari futuri. La conference affronterà le responsabilità dell’OSA (Operatore del Settore Alimentare) nella scelta degli imballi primari idonei dal punto di vista tecnologico. I materiali hanno anch’essi una propria “vita” e la loro durabilità è influenzata anche dalle modalità di stoccaggio. L’evento sarà inoltre l’occasione per illustrare gli studi condotti sulla shelf-life del packaging per alimenti.

gli strumenti predittivi esistenti nel mercato europeo ed extraUE, che permettono di capire, a seconda delle caratteristiche intrinseche dell’alimento (Aw e umidità relativa), quale possa essere il packaging primario più performante. Infine, la conference si soffermerà sui pericoli chimici “emergenti” quali gli oli minerali, MOSH e MOHA, che derivano dalle materie prime impiegate, ma, soprattutto, dall’interazione tra il packaging sia primario che secondario.

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