Vantaggi e limitazioni dell’impiego del plasma freddo come tecnologia di sanitizzazione per l’industria alimentare

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La sicurezza dei prodotti rappresenta il principale obiettivo dei produttori del settore alimentare.

Di conseguenza, la pulizia e la sanitizzazione degli impianti sono fondamentali per garantire tale sicurezza. Tuttavia, le strategie attualmente disponibili possono comportare costose interruzioni delle produzioni. Perciò, per l’industria alimentare è importante disporre di nuove tecniche in grado di operare in modo non termico, continuo ed economico.

In uno studio recente, effettuato da un gruppo di ricercatori inglesi, sono stati valutati i vantaggi e le limitazioni dell’applicazione del plasma freddo atmosferico (CAP) come tecnologia di sanitizzazione. Gli autori evidenziano che gli elettroni liberi all’interno del CAP sono fortemente energetici ed in grado di dissociare molecole come quelle dell’ossigeno e dell’azoto, portando alla generazione di specie reattive con significativi, e sinergici, effetti antimicrobici.

Tali specie reagiscono, infatti, con le pareti cellulare esterne dei microrganismi causando la perossidazione dei fosfolipidi e dei lipopolisaccaridi, la denaturazione delle glicoproteine e la rottura dei legami peptidoglicani. Tuttavia, le sfide da affrontare per implementare con successo la tecnologia CAP su scala industriale sono ancora molte. In particolare, la sua efficienza varia notevolmente in funzione di diversi parametri, tra cui la composizione dell’aria ambiente o la microstruttura della superficie bersaglio.

Concludendo, gli autori sostengono che questa implementazione richiede la collaborazione interdisciplinare di fisici, chimici, biologi ed ingegneri. Studi futuri dovrebbero, infine, concentrarsi sugli effetti della tecnologia CAP sulla qualità degli alimenti, nonché sull’analisi dei costi, lo scale-up e l’integrazione con gli impianti esistenti.