Determinazione di residui di fungicidi in conserve di pomodoro e comportamento reologico di prodotti ricostituiti

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In alcuni casi l’utilizzo dei fungicidi è necessario per limitare lo sviluppo di malattie nell’agroecosistema del pomodoro. Tra tali fungicidi, il difenoconazolo è uno dei più diffusi, ma il suo utilizzo intensivo può comportare alcuni effetti indesiderati sia sull’ambiente, sia sulla salute dei consumatori. Di conseguenza, il monitoraggio della sua concentrazione nel pomodoro e nei suoi derivati è di fondamentale importanza. In questo contesto, in uno studio recente effettuato da un gruppo di ricercatori cinesi (Kong et al., 2012), sono stati investigati gli effetti di diversi trattamenti sulla rimozione del difenoconazolo durante la produzione di campioni di concentrato. In particolare, la concentrazione del fungicida è stata determinata mediante analisi di cromatografia liquida accoppiata con la spettrometria di massa tandem (UPLC-MS/MS). I campioni sono stati analizzati dopo ogni fase del processo di produzione del concentrato in scatola, ossia dopo: lavaggio, sbucciatura, omogeneizzazione, primo trattamento termico (simmering) e sterilizzazione. I risultati dimostrano che le prime due operazioni (lavaggio e sbucciatura) sono in grado di ridurre la concentrazione di difenoconazolo del 99%, mentre i successivi trattamenti esercitano effetti non significativi sulla rimozione della concentrazione residua. Una volta applicato, il fungicida rimane principalmente sulla superficie del frutto e, di conseguenza, dopo un blando lavaggio con acqua per 5 minuti è possibile rimuoverne facilmente una porzione significativa (circa il 16%), mentre la successiva rimozione della buccia ne consente una eliminazione più drastica (oltre l’80%). Gli autori evidenziano, inoltre, che alla fine del processo, le tracce di difenoconazolo all’interno del succo e dei semi del frutto rimangono al di sotto del limite di rilevabilità. Questo risultato viene attribuito alle proprietà chimico-fisiche del fungicida che, essendo poco solubile in acqua, non viene facilmente trasportato all’interno del frutto. In sintesi, lo studio permette di concludere che la trasformazione del pomodoro nel concentrato fornisce prodotti sicuri per la salute dei consumatori anche nel caso dell’utilizzo di fungicidi come il difenoconazolo. Tuttavia, dal momento che quest’ultimo composto rimane principalmente nelle bucce rimane da valutare l’effetto della sua presenza durante l’utilizzo di questo sotto-prodotto (ad esempio, per l’estrazione del licopene).

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