Ucimac: segno positivo su fatturato ed esportazione

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Maurizio Giuli, Presidente Ucimac

Lo studio sul comparto delle macchine professionali per caffè espresso, realizzato in collaborazione con Ufficio Studi ANIMA e presentato in occasione di HOST 2015, mostra un trend di crescita per il settore.

In occasione di HOST 2015, fiera internazionale di riferimento del mondo Ho.re.ca svoltasi a Milano dal 23 al 27 ottobre, Ucimac, il comparto che rappresenta i Costruttori di Macchine per Caffè Espresso Professionali aderente ad Assofoodtec/ANIMA, ha presentato per la prima volta al pubblico lo studio di settore dedicato all’industria delle macchine professionali per caffè espresso, realizzato in collaborazione con l’Ufficio Studi ANIMA. La ricerca ha preso in considerazione le 40 aziende, di cui 8 internazionali, 8 vending e 24 produttrici di macchine di caffè espresso italiane, con una netta prevalenza di imprese con fatturato fra 1 e 10 milioni di euro e localizzate in Lombardia e Veneto. Tra i diversi obiettivi perseguiti, lo studio delinea il trend storico e le previsioni circa i principali dati economici aggregati di settore; traccia inoltre una valutazione delle prospettive del comparto attraverso l’analisi macroeconomica del settore e macro-settore Ho.re.ca, dei dati di commercio internazionale e delle strategie aziendali prevalenti. Nello specifico, dall’analisi macroeconomica del comparto delle macchine professionali per caffè espresso – secondo per importanza nel macro-settore Ho.re.ca con una quota del 20% – emerge un quadro di evidente crescita nella produzione ed esportazione dei prodotti per il quinquennio 2010-2015 e una marcata propensione all’export (72%) delle aziende del settore.

Per quanto riguarda il fatturato, i risultati mettono in luce una decisa crescita del settore esaminato nel periodo 2009-2014, con ben 6 imprese delle 24 censite che hanno raddoppiato i ricavi e anche un miglioramento della redditività, soprattutto nel 2013. Il settore nel suo complesso registra un fatturato di 472milioni, di cui le aziende associate a Ucimac rappresentano l’89%. In particolare, risaltano il miglioramento della produttività, grazie soprattutto all’efficiente gestione del capitale circolante a fronte di un rallentamento del flusso d’investimenti; l’ottima liquidità delle imprese, sintetizzata dalla posizione finanziaria netta negativa per ben 14 imprese su 24; la crescente capacità di sostenere il debito e l’efficiente utilizzo della leva finanziaria per incrementare la redditività degli azionisti. “Questo studio conferma la buona condizione competitiva delle imprese del settore e la loro forte propensione all’internazionalizzazione con il 72%di export. – dichiara Maurizio Giuli, Presidente Ucimac – Le aziende esaminate mostrano anche un’ottima liquidità e questo è il presupposto per realizzare maggiori investimenti futuri volti a rafforzare ulteriormente la competitività delle aziende del comparto e ad affrontare le nuove sfide future”. La metodologia si è avvalsa di strumenti di ricerca quantitativi e qualitativi con analisi di documenti pubblici, questionari strutturati e interviste ai responsabili marketing di imprese rappresentative del campione indagato, individuate nell’ambito dell’Associazione. I dati sono stati reperiti tramite le banche dati BvD-AIDA per i bilanci delle imprese; ISTAT, EUROSTAT e UN-Comtrade per il commercio internazionale.

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