Metodo della soglia per valutare il rischio chimico

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EFSA si è di nuovo espressa sull’uso del metodo TCC (metodo della soglia di allarme tossicologico) per valutare i rischi per la salute umana derivanti da bassi livelli di esposizione a sostanze chimiche, presenti in alimenti e mangimi, per le quali i dati di tossicità sono scarsi o assenti. Il metodo può essere usato per stabilire le priorità in sede di ricerca scientifica e per decidere di non acquisire ulteriori dati qualora l’esposizione ad una sostanza fosse così bassa da far ritenere minima la probabilità di effetti negativi sulla salute.

Il metodo TTC è utilizzabile solo quando la struttura chimica della sostanza è nota ed il prevedibile livello di esposizione è molto basso; non vale per sostanze potenzialmente cancerogene, sostanze inorganiche, metalli e organometalli, proteine, steroidi, sostanze che formano o possono formare bioaccumuli, nanomateriali, sostanze radioattive e miscele di sostanze dalla struttura chimica non nota. La probabilità di tossicità è collegata all’entità e alla durata dell’esposizione; per molti effetti tossici è possibile individuare, mediante studi sperimentali, una dose soglia al di sotto della quale non si osservano effetti avversi. Sono state individuate soglie generiche di esposizione umana alle sostanze chimiche (denominate “valori TTC”) per gruppi di sostanze con struttura chimica e probabilità di tossicità simili. Le strutture di queste sostanze sono state raggruppate in tre grandi categorie di tossicità: bassa, media o elevata (note, rispettivamente, come classi Cramer I, II e III). Per ogni classe Cramer sono stati ricavati i valori TTC. Se l’esposizione ad una sostanza è inferiore alla soglia di allarme tossicologico della sua classe strutturale, la probabilità di effetti avversi è considerata molto bassa.

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