Interferenti endocrini potenzialmente presenti nella filiera alimentare

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Gli interferenti endocrini sono sostanze chimiche che interagiscono o interferiscono con l’attività ormonale causando effetti indesiderati. Un recente parere di EFSA sottoscrive la definizione di interferente endocrino formulata dall’Organizzazione mondiale della sanità, chiarisce i criteri scientifici per identificare queste sostanze ed evidenzia come non tutte le sostanze attive sul sistema endocrino siano classificabili come interferenti. I test finora concordati in ambito internazionale valutano l’interferenza su quattro categorie di animali: mammiferi, pesci, uccelli ed anfibi. Nessun test usato da solo può stabilire se una sostanza sia un interferente endocrino; è necessario eseguire più prove, valutarle congiuntamente, con un approccio basato sul peso dell’evidenza. Il parere riporta anche alcune raccomandazioni per attività future: test e strategie metodologiche, per esempio l’adozione di un approccio di valutazione del rischio che consideri i potenziali effetti avversi delle sostanze attive e la probabilità di esposizione. Il parere tratta brevemente anche delle “finestre di suscettibilità” (periodi critici dello sviluppo, in cui vi è un possibile aumento della probabilità di effetti nocivi a breve termine o nelle fasi successive della vita) e di tossicologia chimica relativa agli effetti a basse dosi. Il parere rientra in un’iniziativa di più vasta portata destinata ad aggiornare l’attuale legislazione in diverse aree (sostanze chimiche, pesticidi, biocidi) per predisporre criteri per i prodotti fitosanitari.

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