Combattere il consumo eccessivo di sodio con l’applicazione di un simbolo

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New York, grazie alla spinta impressa dal sindaco e dal consiglio comunale, fa da apripista con un provvedimento che, probabilmente, sarà presto adottato anche in altre città o stati americani e non solo, e comunque prosegue nella sperimentazione di ogni possibile mezzo valido per educare i suoi cittadini a mangiare meglio. A partire dal primo dicembre, infatti, tutti i ristoranti che hanno più di 15 punti vendita nel paese, dovranno indicare sui menu, con una saliera ben riconoscibile, ogni pietanza il cui contenuto di sodio superi il valore giornaliero consigliato, pari a 2,3 grammi. Dai dati pubblicati nello studio uscito sul British Medical Journal Open, infatti, e ottenuti in Italia valutando quasi 4.000 persone di tutte le regioni e di ogni estrazione socioeconomica, è emerso ancora una vota che a rimetterci in salute, quando i cibi industriali e dei fast food sono malsani, sono innanzitutto le persone con minori disponibilità economiche e più basso livello di istruzione (nel caso italiano situati per lo più al sud, ma non solo). Nei paesi occidentali, il 75% del sale introdotto è però nascosto, perché viene assunto tramite alimenti industriali o piatti offerti dai ristoranti, e solo il 15% deriva da aggiunte volontarie, cioè dalla cucina domestica; il restate 10% giunge invece da fonti naturali.

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