Riboflavina (E101), parere scientifico

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Il gruppo di esperti ANS di Efsa ha pubblicato il suo parere scientifico sulla sicurezza della riboflavina [E101 (i)] e della riboflavina-5’-fosfato di sodio [E101 (ii)], utilizzate come additivi alimentari. Le riboflavine (E 101) sono autorizzate come additivi alimentari nell’Unione Europea (UE) in conformità all’Allegato II al regolamento (CE) n. 1333/2008 e sono state valutate, in precedenza, dal Comitato congiunto FAO/OMS di esperti sugli additivi alimentari (JECFA, Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives) nel 1969, 1981 e 1998, e dal Comitato scientifico dell’alimentazione umana (SCF, Scientific Committee for Food) dell’UE nel 1977, 1984, 1998 e 2000. Dall’analisi dei dati gli esperti è emerso che: •  la riboflavina-5’-fosfato di sodio [E101 (ii)] è defosforilata rapidamente a riboflavina libera nella mucosa intestinale, e quindi viene metabolizzata dalle vie metaboliche normali; •    due studi di tossicità subcronica nei ratti non hanno riferito alcun effetto negativo a dosi fino a 160 e 200 mg di riboflavina/kg di peso corporeo/giorno (i dosaggi maggiori valutati); •  la riboflavina e la riboflavina-5’-fosfato di sodio non sembrano essere genotossiche; •  l’impiego di riboflavina e riboflavina-5’-fosfato di sodio come additivi alimentari determina un’esposizione superiore a quella derivante da una dieta regolare. Per quanto riguarda l’esposizione dei bambini europei alle riboflavine utilizzate come additivi alimentari, dai dati forniti dall’industria è emersa un’esposizione compresa tra 0,5 e 1,8 mg/kg di peso corporeo al giorno e tra 0,9 e 3,9 mg/kg di peso corporeo al giorno per i forti consumatori (95° percentile). Le riboflavine sono fornite soprattutto dal consumo di frutti e ortaggi trasformati (fino al 51%), dalle zuppe e dai brodi (fino al 55%) e dalle salse (fino al 35%). Le stime calcolate per la popolazione adulta danno un’esposizione alimentare alle riboflavine di 0,2-0,7 mg/kg di peso corporeo/giorno alla media e di 0,4-1,7 mg/kg di peso corporeo/giorno per forti consumatori. Anche in questo le fonti principali di riboflavine sono risultate essere i frutti e ortaggi trasformati (14-65%) e le zuppe (9-36%). Nonostante alcune incertezze sui dai, gli esperti del gruppo ANS hanno stabilito come sicuro l’utilizzo di riboflavina [E101(i)] e riboflavina-5′-fosfato di sodio [E101(ii)] ai livelli d’impiego come additivi alimentari attualmente autorizzati.