Studio metabolomico per l’identificazione di adulterazioni nel miele con zucchero derivante da mangimi ad uso apistico

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Il miele è un prodotto naturale con eccellenti valore nutrizionale e proprietà curative. La disponibilità limitata e l’elevato costo di tale prodotto contribuiscono ad incoraggiare la pratica illegale dell’adulterazione.

I metodi più utilizzati per l’adulterazione del miele sono (i) l’aggiunta diretta di sciroppi e (ii) la sovralimentazione delle api con quantità eccessive di mangimi ad uso apistico (durante la stagione di produzione del miele). Le tecniche di adulterazione si sono evolute nel tempo passando dalla semplice aggiunta di zucchero ed acqua, all’utilizzo di prodotti appositamente formulati la cui composizione chimicariproduce quella degli zuccheri naturalmente presenti nel miele.

Vi è, quindi, la necessità di sviluppare metodi sempre più sofisticati per rilevare questi fenomeni. In questo contesto, scopo di uno studio recente, effettuato da un gruppo di ricercatori italiani (Martinello et al., 2018), è stato quello di identificare potenziali marcatori per evidenziare questa pratica illegale. In particolare, è stato eseguito uno studio di tipo metabolomico non mirato, utilizzando la cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa ibrida ad alta risoluzione.

In sintesi, lo studio ha permesso di individuare un marcatore promettente, rilevabile fino ad un livello di adulterazione con mangimi pari al 5%. Ulteriori approfondimenti sono, però, necessari per validare l’efficacia di tale marcatore con un più ampio numero di campioni, appartenenti a differenti varietà di miele.

Riferimenti bibliografici Martinello et al., Industrie Alimentari, 57, 2018, 12-19

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