Insetti d’allevamento, che mangimi utilizzare?

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Giant_water_bugs_on_plate
“Giant water bugs on plate” di User:Takoradee – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Giant_water_bugs_on_plate.png#/media/File:Giant_water_bugs_on_plate.png

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha esaminato i potenziali rischi biologici e chimici, l’allergenicità e i pericoli ambientali connessi all’uso di insetti allevati come cibi e mangimi. Il parere scientifico mette anche a confronto questi potenziali pericoli con quelli associati alle usuali fonti di proteine animali. Secondo gli esperti infatti, l’eventuale presenza di pericoli biologici e chimici nei prodotti alimentari e nei mangimi derivati da insetti dipende dai metodi di produzione, da ciò con cui gli insetti vengono nutriti, dalla fase del ciclo di vita nella quale gli insetti vengono raccolti, dalle specie di insetti e dai metodi utilizzati per la loro successiva trasformazione. La conclusione è che quando gli insetti non trasformati vengono nutriti con sostanze per mangimi autorizzate, la potenziale insorgenza di pericoli microbiologici è prevedibilmente simile a quella associata ad altre fonti di proteine non trasformate. Quanto al trasferimento di contaminanti chimici da diversi tipi di substrato agli insetti stessi, l’Efsa osserva che i dati disponibili sono limitati. Si suppone che la probabilità di comparsa di prioni, ovvero di proteine che possono causare malattie come l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE) nel bestiame e la sua variante nell’uomo, la malattia di Creutzfeldt-Jakob, sia uguale o inferiore se il substrato non comprende proteine ricavate da deiezioni umane o di ruminanti.

 

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