Indicazioni operative a carattere tecnico-scientifico per la presenza di contaminanti radioattivi nell’acqua potabile

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In base all’art. 8 del D.lgs 15 febbraio 2016 n.28 sul contenuto radioattivo dell’acqua per il consumo umano, il Decreto del 2 agosto 2017 emana le indicazioni per garantire uniformità di controlli sul territorio nazionale.

I parametri indicatori da controllare per i controlli interni ed esterni sono: concentrazione di attività di radon, trizio e la dose indicativa. Le reti idriche sono suddivise in zone di fornitura. Si darà priorità alle zone che servono le aree più popolose, alle acque utilizzate nelle aziende alimentari ed alle acque provenienti da cisterne o pozzi.

Il programma dei controlli deve contenere: un riferimento a controlli esterni e controlli interni; le informazioni per le valutazioni preliminari; le valutazioni preliminari ed i criteri utilizzati; i piani di monitoraggio delle acque da controllare a seguito delle valutazioni preliminari; la durata del periodo di non controllo per le acque ritenute non prioritarie o da non controllare.

I controlli esterni sono effettuati da ARPA/APPA, che conservano i risultati su supporto elettronico e li inviano, per via telematica, all’archivio del Ministero della salute entro i primi 3 mesi dell’anno civile successivo alle misure. I controlli interni possono essere affidati a laboratori privati.

Tutti i laboratori devono utilizzare metodi di analisi approvati e pubblicati da un organismo nazionale o internazionale. Devono essere inoltre accreditati (UNI CEI EN ISO/IEC 17015) da un Ente di accreditamento riconosciuto ai sensi del Reg. n.765/2008/CE. Lo stesso dicasi per i laboratori privati che effettuano i controlli interni.

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